SABOTAGGIO

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Nel mondo occidentale, il primo giorno di maggio è tradizionalmente considerato festivo. Si festeggiava, in passato, il Lavoro: ogni attività si fermava. Quel giorno era sopra tutto una tregua alla fatica del lavoro in fabbrica, figlia della rivoluzione industriale nata in Inghilterra tra gli ultimi decenni del 18° e la prima metà del 19° secolo. La sua storia ha una origine tragica.

Quell’epoca vede nascere parole nuove: luddismo, per esempio. Si dice derivi da Ned Ludd, un giovane che nel 1779 avrebbe distrutto un telaio tessile, in segno di protesta perché permetteva ai capitalisti di ridurre i salari e creare disoccupazione. Ludd divenne un simbolo della distruzione della produzione. Sabotaggio – ecco l’altra parola; macchinari come il telaio meccanico, introdotti durante la rivoluzione industriale, erano considerati dai lavoratori salariati una minaccia, perché causa di bassi stipendi e disoccupazione.

La parola sabotaggio ha origini lessicali francesi. Indica la reazione degli operai all’avvento delle macchine, che i lavoratori guastavano servendosi degli zoccoli di legno, in francese chiamati sabots.

E il primo maggio? Le origini di questa festa “laica” risalgono alla Seconda Internazionale, l’organizzazione fondata nel 1889 a Parigi dai partiti socialisti e laburisti europei, che proclamò il 1° maggio giornata internazionale dei lavoratori, in ricordo della rivolta del 1886 di Haymarket, vicino Chicago (Usa), dove a un raduno di lavoratori ed attivisti anarchici alleati di operai in sciopero per ridurre a otto ore la giornata di lavoro, uno sconosciuto lanciò una bomba su un gruppo di agenti di polizia, uccidendone uno. Nel caos che ne conseguì, la polizia sparò; molti civili e sette agenti (fuoco amico) rimasero uccisi. Il processo che ne seguì portò alla condanna a morte per impiccagione di otto lavoratori anarchici di origine tedesca, in seguito riconosciuti innocenti.

Una festa, come si vede, non dissimile nelle intenzioni celebrative da quella del 8 marzo, Giorno della donna. Anche la scelta di questo giorno è abbinata a una tragedia, quella del 1908 che avrebbe avuto come protagoniste le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, rimaste uccise in un incendio. In realtà questo fatto non è mai accaduto, e probabilmente è stato confuso con l’incendio di un’altra fabbrica tessile della città, avvenuto nel 1911, dove morirono 146 persone fra cui molte donne.