CLASSICI IN TV

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Dai libri alla tv, un classico non delude mai. Con questo slogan La effe ha dato il via, sin dai suoi esordi sul digitale terrestre alla rassegna dei “Classici in tv”. Anche se purtroppo l’emittente è poi passata a Sky, sono diverse le reti in chiaro che trasmettono rassegne di film tratti da romanzi. La formula, infatti, piace e lo dimostrano anche le produzioni cinematografiche che sempre più spesso si affidano a trame di romanzi di successo.  Gli amanti dei libri in effetti non solo si appassionano a rileggere i loro classici preferiti ma si beano estasiati anche di poterne assaporar nuove versioni cinematografiche o miniserie televisive a puntate.

Quando poi le trasposizioni sono firmate BBC, la qualità delle immagini, della sceneggiatura e delle ricostruzioni storiche sono una certezza.

Così mentre LaEffe ha appena mandato in onda “Guerra e Pace”- tratto ovviamente dall’omonimo romanzo di Tolstoj – tutte le trasposizioni un po’ datate della BBC (ispirate per lo più a romanzi di Jane Austin, delle sorelle Brontë e di Charls Dikens) con cui l’emittente stessa aveva esordito, ora sono state riprese da TV2000 (visibile sul digitale terrestre) che ha recentemente trasmesso anche “Nord e Sud” tratto dall’omonimo romanzo di Elisabeth Gaskell, una scrittrice inglese dell’’800, che negli ultimi anni è stata rivalutata e pubblicata anche da case editrici italiane come la piccola agenzia letteraria Jo March. Quest’ultima sta, vivaddio, traducendo in italiano e pubblicando diverse scrittrici per lo più inglesi di fine’800 e inizi ‘900, che stavano, nonostante la loro bravura, rischiando d’essere dimenticate per sempre.

Ma da quando Elisabeth Gaskell è tornata alla ribalta, “Nord e Sud” è stato trasmesso anche da Netflix. La vicenda si svolge in epoca vittoriana. Nel libro sono molto ben descritti la società dell’epoca e  il passaggio da una società rurale e agricola (costituita in prevalenza da contadini, commercianti e nobili tenutari) che sta pian piano scomparendo per lasciar posto alle prime fabbriche e a nuovi ceti sociali come quello operaio e quello dell’imprenditoria borghese. Verso la metà dell’800 cambia, infatti, completamente il concetto di lavoro e professione. Prima lavorare era considerata una cosa disdicevole. Un vero gentleman non aveva professione e si limitava a gestire il patrimonio e la tenuta ereditati dalla famiglia. Con l’avvento delle fabbriche invece prende piede la figura dell’uomo che si fa da sè. Il risultato è un periodo di grande confusione, grandi interessi in gioco e grandi cambiamenti in cui la nobiltà piuttosto colta, ma in via di decadimento economico, è costretta a confrontarsi con i nuovi ricchi per lo più poco istruiti e che non conoscono le ferree regole dell’etichetta o del sapersi comportare in società. Le vicende qui sono narrate dall’ottica di una giovane donna costretta a trasferirsi dal mondo rurale del Sud dell’Inghilterra nella nordica città industrializzata di Milton e ad imparare nove “regole” di vita e il gergo di fabbrica considerato all’epoca disdicevole tra le persone e le ragazze “per bene”.

Fortunatamente i serial che vanno in onda sulle pay tv, approdano quasi sempre, l’anno successivo anche sui programmi del digitale terrestre, anche se con programmazione un po’ casuale. Speriamo lo sia anche per la nuova trasposizione di “Casa Howard” da poco terminata su Sky. (il romanzo era di Eduard Morgan Foster). L’unica versione filmica mai realizzata finora, i cinefili la ricorderanno di sicuro, è l’assoluto capolavoro di James Ivory con Anthony Hopkins, Emma Thompson e Vanessa Radgrave.

D’altronde anche il cinema olliwoodiano subisce il fascino della letteratura classica. Tralasciando le innumerevoli versioni di “Anna Karienina” (Lev Tolstoj), di “Cime tempestose” (Emily Brontë) e de “I Miserabili” (Victor Hugo) – tra i più riproposti in assoluto – pensiamo anche solo a quelli che sono stati portati sul grande schermo negli ultimi anni: “Il grande Gatsby” realizzato da Baz Lurman nel 2015, “Via dalla pazza folla” (dall’omonimo romanzo di Thomas Hardy) realizzato da Thomas Vinterberg nel del 2016 (entrambi con Carey Molligan come protagonista femminile). Per non parlare poi del monumentale “Macbeth”di Justin Kurzel, con Michel Fassbender e Marion Cotillard, e dell’esilarante “Amore e inganni “ tratto da un romanzo epistolare giovanile di Jane Auston, solo recentemente pubblicato in italiano, il cui titolo originale è “Ledy Susan”, con la bravissima Kate Bakinsale che aveva già interpretato un ruolo austeniano in Emma nella versione della Bbc del 1996).

Oppure pensiamo a certi trasposizioni realizzate da registi che sono già considerati veri e propri miti e che sono ormai entrati a far parte della storia del cinema: “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick o Dracula di Francis Ford Coppola, tanto per citarne un paio