ONAGROCRAZÍA

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Parla come magni? Qualche tempo fa i mezzi di informazione, i social si sono addirittura scatenati nell’ironia, davano la notizia: l’account Twitter ufficiale del ministero dello Sviluppo Economico ha usato l’hashtag vaucher invece del corretto voucher, che come tutti sanno è la ricevuta di pagamento o tagliando di prenotazione rilasciato da un’agenzia turistica, col quale il turista può ottenere la prestazione di servizi da parte di fornitori quali alberghi, ristoranti, aziende di trasporto ecc. (voce ingl., propr. ‘tagliando, buono’; deriv. di to vouch ‘attestare’, informa il Dizionario Garzanti della lingua italiana). Può succedere. Una svista che però conferma la non conoscenza della lingua inglese, oltre che la mancata rilettura del testo prima di licenziarlo. Meglio non succeda.

Siamo dunque un popolo di ignorantotti che mastica poco la comunicazione e le sue regole, linguistiche e no (mica e non, come scrivono ormai tutti)? Si direbbe di sì, se devo attenermi a quello che leggo: un silos e un vigilantes compare ormai abitualmente sulle pagine della maggior parte dei giornali quotidiani. Dove per altro non è raro trovare anche il cacofonico “c’azzecca” di dipietrina memoria, il pò che non è suffisso dell’Oltre- la nota provincia pavese… Oppure Enrico Totti riferito all’eroico bersagliere icona della prima guerra mondiale. Gli esempi non mancano certo. Come pure qualche domanda sulla scuola italiana, mi sia concesso.

Confrontavo via sms queste considerazioni con una persona coetanea, paventando come conseguenza della fuga dalle regole della grammatica e della sintassi italiane un impoverimento sociale, e non soltanto lessicale. Come altrimenti spiegare, chiedevo, i cartelli “vendesi appartamenti”? E per restare nel campo delle locazioni, come giudicare l’avviso esposto sull’ingresso della portineria di una casa a Roma: « x la cammera da locare bussate pure la sora Lella la fa vedere»?

Mi (le) domandavo: saremo destinati ad essere governati (in ogni senso) da una onagrocrazia di ritorno? Complimentandosi Sciapò! (sic) con me per il ricorso a una parola desueta – onagrocrazia s. f. potere in mano a persone ignoranti e arroganti. Voce dotta dal greco ὄναγρoς [ònagros] = asino selvatico e dal verbo κρατέω [cratèo = domino] – e forse per consolarmi, il mio interlocutore confermava che sì, la lingua corrente è il nostro vero tallone da killer e, data l’ora inoltrata, si congedava – sempre via sms – augurandomi buona notte e sogni doro.

Augh