#BOSCOCOMUNE

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È entrato nel vivo, con l’inaugurazione di “Radura”, l’installazione artistica progettata da Stefano Boeri ed esposta nel Rettorato dell’Università di Torino (via Vedi 8), il quarto Congresso Nazionale di Selvicoltura, #Boscocomune, una sorta di maratona di diversi giorni con eventi scientifici dedicati al tema delle foreste.

Fino a venerdì 9 novembre si susseguiranno iniziative, proiezioni e incontri di vario genere in diversi luoghi della città, mentre l’installazione nel cortile del rettorato si potrà visitare fino a sabato 10 novembre.

Anche le iniziative off, collegate al convegno proseguiranno per tutta la giornata di sabato 10.

Il bosco sarà dunque il filo conduttore di questa iniziativa, organizzata da Regione Piemonte, Accademia Italiana di Scienze Forestali e Università di Torino, che oltrepassa i confini delle aule universitarie per invadere tutta la città, con installazioni artistiche, proiezioni e visite guidate.

L’uomo d’altronde ha bisogno del bosco, ma si può dire il contrario? Il rapporto tra uomo e foresta è un tassello del rapporto complessivo tra uomo e ambiente? E qual è oggi il ruolo del bosco nel nostro immaginario collettivo? Siamo consapevoli dell’importanza di “agire localmente e pensare globalmente” anche in questo ambito?

A tali domande tenteranno di rispondere esperti di molteplici discipline che si sono dati appuntamento nel capoluogo piemontese proprio per confrontarsi sul rapporto tra l’uomo e il bosco.

L’uomo deve ormai obbligatoriamente confrontarsi anche con i mutamenti climatici in corso, sia in un’ottica di adattamento che di mitigazione dei fenomeni estremi sempre più frequenti.

Una Tavola Rotonda particolarmente interessante è quella su “Le Scienze Forestali: tra università e lavoro” che avrà luogo giovedì 8 novembre dalle 11,30 nella  Sala Cavour

Tra le iniziative off, sempre nell’ambito congressuale, invece, sabato 10 novembre, nella storica Sala degli Stemmi del Museo Nazionale della Montagna, sarà proiettato il lungometraggio “The New Wild. Vita nelle terre abbandonate” di Christopher Thomson. Girato interamente in Friuli, il documentario, indaga il fenomeno, sempre più diffuso in Europa, dei nuovi paesaggi sorti dallo spopolamento delle zone rurali. Dove i terreni agricoli rimangono incolti si reinsedia una natura autodeterminata: crescono alberi dove un tempo c’erano campi, e i selvatici vagano liberi tra i ruderi. Là dove la natura riprende possesso degli spazi e si espande e le città continuano a ingrandirsi, i paesi cominciano a svanire e con loro le storie e i ricordi (ingresso dal cortile del Museo – Salita al CAI, 12).

Ulteriori info e il programma dettagliato su www.unito.it eventi o https://congressoselvicoltura.com