RAFFAELLA INTERVISTA MARIACHIARA

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Creativa, positiva e resiliente. Queste le tre parole con cui Mariachiara Montera, consulente di web marketing, si descrive. Salernitana di nascita e torinese di adozione, Mariachiara aiuta le aziende del settore editoriale, agroalimentare e turistico, a comunicare online. Leggerla è una delizia, si sente forte, nella sua scrittura, il legame fra la parola e il cibo. Le sue frasi sprigionano il sapore del testo. Incontrarla è un divertimento e un piacere. Se fosse un dolce sarebbe una tortina caprese: golosa e unica. Una scorza dura che racchiude una pasta morbida e friabile. Al bar non prende caffè e acqua minerale, possibilmente fuori frigo. No. Lei si concede una cioccolata calda, e mentre la assapora il suo parlare ti riscalda e ti avvolge. Ha da poco lanciato un nuovo progetto Travel With Gusto, perché “Chi viaggia per cibo ricorda per sempre dove è stato”.

Mariachiara, qual è il tuo rapporto con il cibo?

Non so dire se il cibo ha scelto me o se io ho scelto il cibo. Il  cibo per me è un mondo, non solo un alimento. Il cibo è lavoro, scrittura, vita. È un elemento conviviale, sociologico, culturale. Può essere il tramite per raccontare storie, per scoprire luoghi, per addentrarsi nelle relazioni che nascono a tavola. Attraverso il cibo passa l’amore, per gli altri, quando cucini e per te stessa. Insomma, il cibo dice molto di chi si è. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Al cibo penso spesso, anche perché mi ha aiutato tanto ed è stato il motore di molte relazioni. È un elemento che facilita la comunicazione di tanti concetti: cultura, viaggi, tradizioni, lingue. Sì, fa parte di me molto più di quanto io pensi o percepisca.

Da dove arriva questa passione?

Ha una duplice origine. Da un lato l’infanzia, la passione per la cucina di mia zia Paola, la sorella di mia madre, che mi ha insegnato tutto. Nel ricettario che ho dato come bomboniera del matrimonio c’era la sua ricetta della torta al limone. Ricetta mitologica, nella mia famiglia e non solo. Sicuramente lei mi ha trasmesso la passione per il cibo, inteso come attenzione per gli altri e come bellezza dello stare in cucina a creare. Lei cucinava il pranzo di Natale, scriveva le ricette in un piccolo quaderno, era una persona generosissima. Lei era il cibo e l’amore che dal cibo passa e va. E dall’altro la passione è cresciuta in età adulta. A 25 anni con il web, con l’arrivo dei primi food blogger stranieri mi si è aperto un mondo, ho scoperto un nuovo modo di raccontare il cibo. Più intimo e personale. Attraverso i blog hai accesso alla vita delle persone. Ritorno a ciò che dicevo prima: attraverso le ricette e i racconti di chi scrive di cibo ti sembra di entrare nella sua vita, di conoscerlo, di sederti a tavola con lui. E questo mi è sempre piaciuto tantissimo. Quando qualcuno ti dice cosa gli piace mangiare o cosa ama cucinare ti sembra di conoscerlo meglio. Poi ho aperto un blog di esplorazione gastronomica: dalle tendenze, ai locali, agli chef più famosi, alle curiosità. E ho iniziato a scrivere io di cibo, e a farne, poco per volta, il mio lavoro.

E la tua passione per la scrittura?

Scrivo da sempre. Sicuramente i miei genitori mi hanno trasmesso l’amore per la lettura. I libri sono stati protagonisti in casa, si legge per conoscere, approfondire, evadere, trovare stimoli. E di pari passo con l’amore per la lettura c’era quello per la scrittura. Ho sempre scritto tanto, ho partecipato sovente a concorsi letterari. Sembra banale, ma credo sia fondamentale il fatto che abbia avuto la grande fortuna di avere ottime insegnanti, sia alle elementari che alle medie, che al liceo. E anche all’Università ho avuto un professore, Paolo Bollini, bravissimo e illuminante. Tutti mi hanno trasmesso l’idea che scrivere meglio è bellissimo. Poi c’è stata la scuola del blog e diverse collaborazioni con giornali e riviste. Così, un passo alla volta, è nato l’ultimo progetto Travel With Gusto.

 

Raccontaci cos’è?

Il punto di riferimento di chi viaggia per cibo. Sono guide digitali gastronomiche, per ora in formato ebook, scritte da foodwrtiter  e giornalisti enogastronomici, su alcune città italiane ed europee.  Guide che non parlano solo di cibo, ma restituiscono il volto gastronomico della città. Dove mangiare ma anche cosa comprare. Interviste a chi vive nella città, per avere i consigli dagli esperti. Piccole curiosità su cosa vedere, sempre dal punto di vista di chi ama il cibo. Al momento ci sono Rimini, Barcellona e Torino. A dicembre ne usciranno altre tre: Roma, Firenze e Copenhagen. E assieme alle guide c’è un blog e una canale instagram ricco di consigli. Abbiamo pensato a quei viaggiatori che, prima di scegliere la visita di un quartiere, scelgono il ristorante in cui andare a mangiare. Viaggiare per cibo significa fare un’esperienza particolare di un luogo, conoscere le tradizioni, la storia, gli ingredienti, la cultura di una città, di un Paese. Insomma, viaggiare anche per cibo rende il viaggio un’esperienza piena. Affidarsi a una guida Travel With gusto significa offrire un valore aggiunto al proprio viaggio.

Quali gli obiettivi per il futuro?

Comprare una casa a Torino. Mettere radici qui. Ho vissuto in tre città negli ultimi 18 anni, cambiando innumerevoli case e ora sono convinta che Torino sia casa mia. A Torino ho trovato amici carissimi, mi piace camminare a Torino, respirare Torino, frequentare i suoi luoghi, dai ristoranti ai musei, al verde. Insomma, viverla. Sono nata in un piccolissimo paesino in provincia di Salerno, poi sono andata a studiare a Bologna, sono passata immancabilmente da Milano e per finire sono arrivata a Torino. Qui mi sento a casa. Poi ovviamente desidero far crescere le Guide, e continuare a lavorare nel mondo del turismo gastronomico, per far nascere progetti che facciano conoscere il lato culinario delle città. C’è ancora tantissimo lavoro da fare, e le possibilità sono infinite.