LINGUA FRANCA

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Vi sarà capitato, magari in un contesto culturale, di sentir citare le parole “lingua franca”. Ecchevorrdì? si chiederebbero a Roma. Una lingua franca è una lingua usata come strumento di comunicazione internazionale. La usano persone di lingua madre diversa; per costoro è straniera.

La lingua franca nel tempo è cambiata; se nel XVI secolo aveva funzione di mezzo di comunicazione, oggidì è diventata lo strumento per mettere in contatto il mondo intero. Se in antico il latino era una lingua franca perché univa idealmente tutti i cattolici partecipanti al credo e alle funzioni religiose, oggi si considera lingua franca quella che nella vita quotidiana serve a aggirare le differenze linguistiche.

«La lingua franca dei giorni nostri – afferma Nicholas Ostler a pagina 27 del suo The last lingua franca – è sicuramente l’inglese, definibile come la lingua delle pubblicazioni scientifiche internazionali, del mercato globale, della comunicazione mondiale, di un mondo sempre più interdipendente e globalizzato, del business e della politica, da Berlino a Bangkok».

Non è sempre così, però. Anche la lingua franca attuale ha i suoi misuser. Per farci capire, abbiamo trovato sul web e li riportiamo, alcuni messaggi, affissi di recente su esercizi commerciali italiani aperti al pubblico, dunque anche a stranieri, redatti in inglese (!?). Eccoli: “EPPI AUAR fino alle 21,30”; UAI-FAI ZON   ((•)) INTERNET FRI”; “Plis do NOT use dis CESS Bicos iz rott”…

Dipende anche, crediamo, dal grado di alfabetizzazione nella lingua madre. Certo che se questo è l’italiano… Sull’uscio di una trattoria: «Si arroste carne pesce»; «MASSI – SCONTO € 1,652 gasolio» presso un distributore stradale di carburante; «SLIPPI 7,60 LUNO» la proposta di una bancarella a un mercatino rionale; «entrare a d’agio stanno i banbini» la raccomandazione su un passo carrabile…

Scommettiamo: ci sarà sicuramente qualcuno convinto che “franca“ sia un nome di donna, come sua cognata; che Armando abbia a che fare con fucili e pistole; che of course voglia dire “di corsa” e che la tipica invocazione inglese “che Dio t’assista” la tradurrebbe così: which god taxi driver. @:-)t

credit ph Federica Scalfaro