BOMBASTICO

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Nella rubrica cultura di un quotidiano, leggendo la recensione di un saggio storico dedicato alla prima guerra mondiale, ci siamo imbattuti nella frase “cerimonie bombastiche per il «Milite Ignoto»”. Inevitabile la curiosità sulla parola, sconosciuta anch’essa; trattando il libro di argomenti bellici, abbiamo pensato, bombastico sarà legato a qualche categoria di esplosivi. Tutt’altro. Siamo di fronte all’ennesima novità lessicale ripresa da una lingua straniera, l’inglese in questo caso. Nella lingua di Albione, infatti, il sostantivo bombastic significa magniloquenza, ampollosità, pomposità; se aggettivo: magniloquente, ampolloso, pomposo, reboante, gonfio, retorico. Il Merriam-Webster, consultato per saperne di più, offre una spiegazione chiara e comprensibile: Bombastic: scrivere o parlare dando esagerata importanza tramite esempi artificiali o vuoti.

Non siamo tra coloro che demonizzano i forestierismi; perché però non ricorrere all’italiano quando le parole che ci servono per farci capire ci sono? L’uso disinvolto di neologismi creati “a orecchio” (una ricerca di bombastico sul sito online di Treccani delle parole nuove non ha avuto successo) rischia di ingenerare il sospetto che certo tipo di linguaggio venga utilizzato per darsi un tono di superiore cultura o, peggio, sia usata come il Latinorum di manzoniana memoria, lingua usata dai dotti e dai potenti a danno della gente semplice e ignorante. Ma lasciamo perdere il bombastico che ci ha stupito: parliamo italiano, please.  E torniamo a bomba, cioè alla nostra rubrica.

Tornare a bomba, se usato in una conversazione, secondo l’ottimo Dizionario dei modi di dire del Corriere della Sera significa “tornare all’argomento principale dopo una digressione”. Spiega il dizionario: «L’espressione è antica, tanto che la si ritrova anche nel Morgante del Pulci, e allude a un gioco di ragazzi simile al nascondino che si chiamava “pome”, in cui chi si metteva in salvo gridava: “Bom!”. La parola si è poi trasformata in bomba, e ancora oggi, in molti giochi di gruppo, la “bomba” rappresenta spesso il punto d’inizio del gioco stesso, dal quale si parte per cercare gli altri giocatori, oppure un punto d’arrivo simile al traguardo». Bomba o non bomba, conviene fermarci qui. E…  no, non stiamo parlando della canzone di Antonello Venditti, anno 1978, quasi mezzo secolo fa.