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PICCOLO VADEMECUM DEI FILM IN SALA

Nelle sale cinematografiche, in questo periodo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Intanto è uscito l’attesissimo Silence di Martin Scorsese. Io per la verità non l’ho ancora visto (lo farò al più presto), in ogni caso, per chi non lo sapesse, è la storia di due giovani gesuiti, Padre Rodrigues e Padre Garupe che nel 1633, partirono per il Giappone alla ricerca di colui che un tempo era stato il loro padre spirituale. Peccato che in Giappone, a quei tempi, i cristiani erano ferocemente perseguitati e rischiavano crudeli torture, se non la morte.

Ovviamente, come tutti i film d’autore con cast eccelsi, non è solo la trama che conta. Ci sono i dialoghi, l’atmosfera, l’interpretazione e il fascino degli attori… in questo caso, in primis, quello di Liam Neeson.

Altri film interessanti, approdati da poco nelle sale sono, Dopo l’amore e Allied – Un ombra nascosta

Il primo, del regista belga Joachim La Fosse,  racconta la storia di una coppia arrivata “al capolinea”. Dopo quindici anni di matrimonio, infatti, Boris e Marie, i protagonisti del film, decidono di mettere fine alla loro relazione, ma, in attesa del divorzio, sono costretti a coabitare (con loro ci sono anche le due figlie) e a condividere un crescendo di recriminazioni ed esasperazione reciproca.

Di tutt’altro genere è invece Allied di Robert Zemeckis con Brad Pitt e Marion Cotillard alle prese con un’operazione di spionaggio a Casa Blanca nel 1942. Il loro compito è quello di assassinare l’ambasciatore tedesco in loco. Si spacceranno per una coppia di sposi invitati ad un ricevimento ma questa per loro sarà “un’impresa galeotta” che li vedrà coinvolti anche sentimentalmente.

Poi naturalmente c’è  (ormai da qualche settimana per la verità) Florence del grande Stephen Frears con un altro cast stellare capeggiato da Maryl Streep e Hugh Grant. Anche questo film è ambientato negli anni’40, ma a New York e racconta la storia vera di una melomane facoltosa ed eccentrica convinta di essere dotata per il canto. Un personaggio unico nel suo genere poiché il pubblico dell’epoca l’amava, nonostante fosse davvero poco intonata, per la sua simpatia e la sua determinazione.

Per chi non li avesse visti, consiglio caldamente, prima che spariscano definitivamente dalla circolazione, Il medico di campagna e soprattutto Captain Fantastic.

Il primo è del regista Thomas Lilti (divenuto famoso con la famiglia Belier) ed è la storia di Jean-Pierre Werner, un medico di campagna, appunto, che vive per i suoi pazienti. Werner è a sua volta adorato dai pazienti stessi che infatti faticano ad accettare e ad ascoltare la nuova assistente del medico, Nathalie Delezia, un’ex infermiera che ha terminato da poco gli studi. Anche il rapporto tra i due medici è inizialmente pessimo, ma poi pian piano si stempera per via delle situazioni contingenti da affrontare. Ad interpretare il medico è il bravissimo Francois Cluzet, divenuto noto al grande pubblico grazie al film Quasi amici.

Captain Fantastic è invece la storia di una famiglia che vive lontano dalla città e dalla società, nel cuore di una foresta del Nord America. Sotto la guida del padre (interpretato da Viggo Mortensen), sei ragazzi, tra i cinque e i diciassette anni, vanno a caccia, studiano le scienze “in diretta” (osservando la natura con i propri occhi e le proprie esperienze), imparano a difendersi dalle aggressioni con lotte simulate (maneggiando armi e coltelli senza farsi male) e scalano pareti di roccia. Contemporaneamente però, senza distrazioni di tipo tecnologico, studiano le lingue straniere, si confrontano in democratici dibattiti sui diritti dell’uomo e sui capolavori della letteratura (che leggono a più non posso) nonché sulle conquiste della storia, ascoltando musica classica e suonando chitarre, percussioni, tamburelli e quant’altro. Vivono, in modo alternativo, rifiutando le regole del consumismo e festeggiando, al posto del Natale, cose come il compleanno di Noam Chomsky, che il padre riesce a far leggere anche ai bambini più piccoli. La morte della madre, da mesi malata e quindi ricoverata in un ospedale cittadino, li costringe però a tornare nel “mondo reale” e a confrontarsi con le contraddizioni della società odierna. Un viaggio che farà emergere dissidi e sofferenze e che obbligherà il padre e mettere in discussione la sua linea educativa. Un film davvero illuminante e ricco di spunti soprattutto per chi abbia figli o nipoti.

Molti sono anche i film di fantascienza (Arrival, Passengers e Rogue One) e i cartoon o i film per ragazzi come Qua la zampa, Sing, Oceania e GGG – Il grande gigante gentile (quest’ultimo di Steven Spielberg)

Tra i titoli italiani al momento ci sono solo L’ora legale con il duo Ficarra e Picone e Mister felicità di e con Alessandro Siani.

 

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