TORNA LA VOGLIA DI STUDIARE ALL’ESTERO

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Sembra che il desiderio post-pandemico dei giovani di vivere esperienze e attraversare ponti sia molto sentito.

L’impressione è validata dal rapporto 2022 dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole e sulla mobilità studentesca, svolto da IPSOS. Il 46% delle scuole intervistate hanno dichiarato di aver avuto almeno uno studente in uscita per programmi di mobilità individuale all’estero per almeno un trimestre.

Come è ovvio,  l’anno scolastico appena trascorso ha registrato un indice di internalizzazione superiore a quello rilevato nell’anno del Covid, ma è sull’entusiastica ripresa che dobbiamo porre attenzione. E’ infatti proprio la ripartenza a raccontare non solo la normalizzazione, ma -soprattutto- la fame di vivere esperienze uniche nella vita e, al contempo, importanti in termini formativi.

Un’ulteriore conferma della centralità del significato esperienziale si può avere considerando  che gli studenti (da nord a sud Italia) dimostrano una spiccata preferenza per le mete non anglofone. Ciò infatti significa che il motore che spinge i giovani a studiare fuori casa non è l’esigenza di imparare la “lingua internazionale”.

Interessante è inoltre il giudizio espresso dai dirigenti scolastici al riguardo dei programmi di mobilità, che sono considerati molto efficaci per la formazione e per la socializzazione dei ragazzi. Ma non solo: essi evidenziano l’importanza di pensare la scuola come luogo di incontro tra identità e alterità.

Gli scambi giovanili interculturali hanno una storia che risale ad inizio del secolo scorso. Era il 1915 quando in Francia un gruppo di volontari diede vita ad un’organizzazione umanitaria alla quale nel tempo aderirono 2700 giovani pronti a salvare vite umane.

Figlio di questa realtà, nel 1947 prende avvio  il programma per giovani liceali di tutto il mondo con l’obbiettivo di costruire ponti tra culture differenti e contribuire così al diffondersi di una cultura di pace. La rappresentante italiana di questa organizzazione nasce nel 1977 e prende il nome di Intercultura.

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