I MALINCONICI ITALIANI DEL 2022

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Dal 56° Rapporto Censis emerge un ritratto degli italiani su cui ragionare con grande attenzione. La popolazione è malinconica, spaventata dagli eventi globali e rassegnata. Ma anche sempre meno disposta a seguire le sirene degli influencer e del lusso. Anzi indignata dall’ostentazione del denaro e dalle diseguaglianze economiche.

Covid, guerra in Ucraina, inflazione e crisi energetica sono i temi che soffocano la serenità dei nostri connazionali. Dal Rapporto emerge che è proprio la crisi energetica la principale fonte di preoccupazione per le famiglie italiane (per il 33,4%, ma la percentuale tocca il 43% tra le famiglie che si trovano in una condizione socio-economica bassa, perché le più colpite dall’aumento dei costi che non possono essere contenuti più di tanto).

In un’Italia entrata in un’era post-populista, i suoi abitanti sono sempre più poveri e sempre più vecchi (gli over 65 sono il 23,8% della popolazione, +60% rispetto a trent’anni fa e tra vent’anni si calcola che saranno il 33,7%).  Sono preoccupati del presente e del futuro, ma restii a cambiare. “Un paese che vive in uno stato di latenza”, si legge nel Rapporto. Temiamo la terza guerra mondiale, la bomba atomica e la corsa dei prezzi. Il 92,7% ritiene che la corsa dei prezzi durerà a lungo, il 70% pensa che il proprio tenore di vita peggiorerà

Nel 2021 le persone soggette al rischio di povertà o di esclusione sociale sono pari al 25,4% della popolazione, ovvero oltre uno su quattro. Per il 41,2%  sono residenti nel Mezzogiorno (a fronte del 21% nel Centro, del 17,1% nel Nord-Ovest e del 14,2% nel Nord-Est).

Sul piano scolastico, le aule si svuotano sempre di più, ma l’Italia mantiene il triste record dei Neet (chi non studia e neanche lavora) in Europa. E, sebbene gli alunni non italiani siano sempre più numerosi, solo il 19,5% dei presidi ritiene che il livello di integrazione sia del tutto soddisfacente.

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