IL DAVID DI MICHELANGELO: STORIA E SEGRETI DEL SIMBOLO DI FIRENZE

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Scolpito da un enorme blocco di marmo per esser collocato nella piazza del Duomo di Firenze, il David rappresenta l’eroe prima dello scontro con Golia, in un momento di concentrazione, simbolo di razionalità e virtus. David riuscirà infatti ad abbattere il gigante Golia grazie all’astuzia e all’intelletto e non grazie alla forza bruta. Per le virtù morali incarnate dal David e per il modo in cui il suo corpo è rappresentato, nel momento che precede l’azione, questa scultura rappresenta un perfetto modello di ispirazione classica, da ricercare nel Doriforo di Policleto.

L’espressione del David è intensa e profonda: le sopracciglia aggrottate e gli occhi proiettano l’attenzione verso l’orizzonte, come se il nemico fosse già lì, davanti a lui. La bocca è serrata in una tensione trattenuta. Non c’è azione, ma attesa e proprio in questa attesa si concentra tutta la forza dell’opera. Il braccio destro scende lungo il corpo, teso, con vene in rilievo, mentre la mano stringe il sasso col quale David colpirà Golia. Il braccio sinistro, invece, si piega per sostenere la fionda sulla spalla.

A prima vista il David sembra un perfetto ritorno alla scultura classica. Il corpo è ideale, armonico, quasi “apollineo”. Ma non è una semplice imitazione dell’antico: è una reinterpretazione carica di tensione psicologica. La figura è impostata secondo il contrapposto, con il peso che grava sulla gamba destra mentre la sinistra resta libera e leggermente flessa. Questo genera il cosiddetto chiasmo: un equilibrio dinamico in cui le parti del corpo si oppongono in modo incrociato. Se una gamba è portante, il braccio opposto è rilassato, e viceversa. Questo schema, già presente nel Doriforo di Policleto, viene ripreso da Michelangelo ma reso più vivo, più instabile, più umano.

Il David è alto 5,17 m (incluso il basamento di 1,08 m) e pesa 5 tonnellate. Trasportare il colosso per 600m fu una vera impresa: ci vollero 4 giorni, 40 operai e si dovette abbattere un muro del cortile.

Oggi nella Piazza della Signoria è presente una copia della scultura mentre l’originale è custodita nella galleria dell’Accademia di Firenze.

/www.artefatti.blog di Carmelo Romato

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