ITINERARIO TRA I DOLCI DELLA TRADIZIONE NATALIZIA

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IL “DOLCE”  NATALE NELLA TERRA DI DON CHISCIOTTE.

Il torrone di Jijona, dal caratteristico colore dorato e dalla consistenza morbida, è uno dei dolci tipici del Natale spagnolo. Si prepara da secoli nella omonima località in provincia di Alicante e si ottiene cuocendo il miele a cui si aggiungono mandorle tostate  e chiara d’uovo. E’ inutile sottolineare che è un alimento di grande valore energetico, ricco di glucidi, grassi vegetali e proteine, insomma una bomba calorica, ma è altrettanto superfluo ricordare che tutto ciò poco importa durante le feste natalizie, dove  vige la regola del  “tutto è concesso”. E, visto che tutto è concesso,  sotto l’albero degli spagnoli non manca mai neanche il marzapane,  anche se pare sia un dolce di origine orientale.  E’  Toledo la città nota per la produzione di questa leccornia. Furono le suore del convento di San Clemente che, dopo una delle carestie che colpivano spesso la popolazione, elaborarono una pasta con gli unici prodotti che avevano nelle loro dispense: mandorle e zucchero. Ora lo si può degustare in un ventaglio di golosità differenti:  ripieno di marmellata di zucca, di crema, di frutta candita o  ricoperto di cioccolato.

 

IL “DOLCE” NATALE NELLA TERRA DI BABBO NATALE.

Il 25 dicembre sarebbe incantevole sedersi intorno a una tavola natalizia finlandese, magari ospiti di una famiglia di  Rovaiemi, in pieno circolo polare artico, a due passi dalla residenza di Babbo Natale, che proprio lì vive e lavora. Per vivere anche solo con la fantasia il magico momento, è necessario calarsi con la mente nel superbo scenario naturale: paesaggi imbiancati, avvolti nel buio, illuminati dalla sola luce delle stelle e delle lanterne di ghiaccio che sfilano lungo le vie. Solo ora possono entrare in scena i tradizionali biscotti allo zenzero a forma di stelle, folletti, mezzelune, fiori…I dolcetti, ancora caldi,  sono accompagnati dal glögg, tipica e profumata bevanda natalizia, molto simile al vin brulè, a base di vino rosso e brandy,  fatta riscaldare  con  mandorle, uvetta, bastoncini di  cannella, zucchero e buccia d’arancio. Ma in Finlandia  resiste una  tradizione delle Feste ancor più affascinante ed è quella che si tramanda il giorno della Vigilia, quando nelle case finlandesi si serve della pappa di riso dolce nella quale si nasconde una mandorla, di buon auspicio per il fortunato che la trova.

 

IL “DOLCE” NATALE NELLA TERRA DEL DANUBIO BLU.

Insieme alle Terme, i Caffè sono una vera istituzione in Ungheria, locali affascinanti e ambienti preferiti per partecipare alla vita sociale, dove si consuma una  pasticceria incantevole, a vedersi e a gustarsi. E’ noto che gli Ungheresi sono molto golosi di dolci e,  “ça va sans dire”,  nel menù dell’Avvento (cioè fin dal 30 novembre, quando fa la comparsa sulle tavole la ghirlanda con le quattro candele) il dolce rappresenta la portata più attesa. Tra tutti, è  il Beigli di Natale la leccornia nazionale tradizionale per eccellenza, preparato con una base di  pasta arrotolata, farcita di noci, semi di papavero, castagne,  ricoperta di panna montata e servita con un bicchiere di Tokaij dolce.

 

IL “DOLCE” NATALE NELLA TERRA DEI TULIPANI.

Il vero Natale per i bambini olandesi cade il 6 di Dicembre quando si festeggia San Nicola, meglio noto come Sinter Klaas. Secondo la tradizione Sinter Klaas arriva dalla Spagna su una nave a vapore  nel porto di Amsterdam accompagnato dal suo servitore, un paggetto di colore di nome Zwarte Piet. Sulle origini popolari di questa figura (Piero Nero) vi è molta incertezza: forse è il diavolo fatto schiavo da  Sinter Klaas, forse è un moro originario della Spagna, forse è nero perchè affumicato dalla fuliggine raccolta introducendosi nei camini per portare i doni ai bambini. Comunque sia, Sinter Klass e Zwarte Piet  nei loro sacchi hanno chili di biscotti speziati, dolci tradizionali del Natale olandese e belga. Questi biscotti hanno il gusto caratteristico della cannella e raffigurano personaggi, abiti tipici, animali, paesaggi invernali…

IL “DOLCE” NATALE NELLA TERRA DELLE ISOLE.
E’ tradizione che le famiglie croate durante la notte di Natale allestiscano il presepe: tre ceppi piuttosto grandi (che rappresentano la Trinità) sono sistemati sopra la paglia, su cui sono poste le statuine e le candele. Un tempo era questione d’onore per ogni famiglia costruire il presepe più bello e più curato. L’allestimento  è sovrastato dall’albero di Natale, che in Croazia è addobbato con mele, arance, prugne, pere, noci e nocciole dorate. La tradizione imporrebbe digiuno per la Vigilia e veglia fino a mezzanotte…poi il ricco cenone coronato dal dolce tradizionale: le Fritelle. Le Fritelle sono semplici impasti di uova, zucchero, farina, con una aggiunta di grappa, che una volta cotte vengono cosparse di zucchero a velo.

 

IL “DOLCE” NATALE NELLA TERRA VERDE.

Tra i dolci natalizi della tradizione irlandese c’è  il Christmas pudding, che l’usanza vuole sia preparato con largo anticipo, comunque mai più tardi dell’inizio dell’Avvento. La tradizione imporrebbe che ogni membro della famiglia partecipasse alla preparazione, mescolando almeno una volta l’impasto. Si dice che porti fortuna per l’anno a venire…e si sospetta che sia un espediente delle donne, sepolte in cucina dagli appuntamenti conviviali, per garantirsi almeno un po’ di collaborazione dalla famiglia. La mattina del 25  il pudding viene riscaldato per 2 o 3 ore e poi  rovesciato sul piatto di portata e decorato con l’agrifoglio. Ultimo accorgimento: servito in tavola accompagnato dalla  Salsa al Brandy flambé. Da Natale all’Epifania, gli Irlandesi servono a fine pasto un’altra specialità tradizionale: i mince pies. Sono dolcetti natalizi ripieni di mincemeat, una conserva di frutta secca al brandy o whiskey, che solitamente vengono serviti con delle mele ripiene, chiudendo così il cerchio della golosità.

 

Immagini:  Ente Turismo Spagna; EnteTurismo Croazia; Ente  Turismo Olanda; Flickr; Ente Turismo Irlanda; Damir Fabianic;

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