RIFLESSIONI INTORNO ALLA GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI

713

Piantare un albero è prova di fiducia nel futuro. “I contadini lo facevano” come ricorda Giuseppe Barbera professore di colture arboree all’Università di Palermo “solo quando dalle mani del latifondista o dell’agrario, passavano alle loro, ben sapendo che i frutti sarebbero arrivati dopo fatiche di molti anni”. Eppure l’importanza di piantare un albero è alquanto sottovalutata. Sono molte di più le persone che decidono piuttosto di abbatterne uno (o anche più) magari per far spazio a comode e veloci strade asfaltate o a cementificazioni d’altro genere. Eppure gli alberi combattono, grazie alle loro radici, i fenomeni di dissesto idrogeologico, mitigano il clima, rendono più vivibili gli insediamenti urbani, proteggono il suolo e migliorano la qualità dell’aria. Ecco perché  la Giornata Nazionale degli Alberi, che si celebra il 21 novembre, è stata istituita con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo mondiale e italiano, al fine di tutelare la biodiversità, contrastare i cambiamenti climatici e prevenire il dissesto idrogeologico. Ogni anno la Giornata è intitolata ad uno specifico tema di rilevante valore etico, culturale e sociale. Quello di quest’anno riguarda appunto le “Radici”, intese sia come elemento fondamentale di contrasto al dissesto idrogeologico, sia come richiamo alle origini comuni e alla indispensabile necessità di tenersi stretti gli uni agli altri nel nome del reciproco sostegno, della cooperazione e dell’uguaglianza. Durante questa Giornata gli studenti delle scuole, in collaborazione con i comuni, le regioni e il Corpo forestale dello stato, piantano, in aree pubbliche, novi esemplari di specie autoctone messe per lo più a disposizione dai vivai forestali regionali.  E’ dunque l’occasione per fare alcune riflessioni. La suddetta giornata non è, infatti, solo una rievocazione o una festa  simbolica, ma un atto di presa di coscienza. O almeno dovrebbe esserlo. Un’occasione per prendere atto dell’importanza degli alberi sia per la vita del pianeta sia per quella dell’uomo. La cementificazione, l’inurbamento progressivo e l’industrializzazione non hanno tenuto conto dei danni ambientali che avremmo subito  e che solo oggi iniziamo a percepire a livello meteorologico e idrogeologico.  Molte catastrofi ambientali sono causate, in prima battuta, proprio dal dissesto del suolo e dai disboscamenti eccessivi e sono destinate, se non corriamo ai ripari, ad aumentare in futuro. Occorre tutelare maggiormente il nostro patrimonio arboreo e boschivo (se vogliamo scongiurare catastrofi future) attraverso azioni mirate ad ampio raggio: l’attuazione del protocollo di Kyoto, le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani”. Una città ricca di alberi, giardini, orti urbani, ed aree verdi, è una città più sostenibile e più sana, dove possiamo permetterci di camminare senza correre il rischio di far contrarre ai nostri figli malattie respiratorie derivanti dall’inquinamento delle polveri sottili i cui livelli sono sempre più fuori controllo e in misura sempre più allarmante. Come sostiene l’architetto Alberto Grieco, “è solo con una visione sostenibile e sistemica della città che l’albero diventa finalmente sinonimo di risorsa, un prezioso bene comune anziché un semplice e riduttivo arredo urbano.

Articolo precedenteLA NUOVA GEOGRAFIA DEL CRIMINE ORGANIZZATO IN ITALIA
Articolo successivoLA VERA STORIA DELL’ACETO BALSAMICO