LA RIPRESA DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI

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I risultati emersi dalla prima edizione dell’osservatorio annuale «Nuove chiavi di lettura sul mondo delle librerie: numeri, prospettive e tendenze» (svolta da Format Research, per conto di ALI – Associazione Librai Italiani) ci raccontano che le librerie indipendenti hanno segnato una ripresa dopo il duro colpo causato dall’emergenza sanitaria. Negli ultimi 6 mesi del 2020 il 46,3% di queste ha registrato più clienti e il 34% ha rilevato un miglioramento dell’andamento della propria attività economica (sempre negli ultimi sei mesi del 2020).

La ricerca evidenzia che nel secondo semestre 2020 i lettori sono tornati fisicamente ad acquistare in libreria e che nei primi mesi del 2021 ai clienti fidelizzati si sono aggiunti clienti nuovi, facendo segnare un aumento di titoli venduti. Per dirla in numeri, dal mese di giugno al mese di dicembre 2020, il 48,6% delle librerie indipendenti ha registrato un incremento di volumi acquistati e il 43,1% un aumento delle vendite ‘in valore’.

La ripresa è attribuibile anche alle capacità di rinnovare la loro offerta digitalizzandola, incrementando l’e-commerce e le vendite con consegne a domicilio. E’ interessante rilevare che il 32,7% delle librerie indipendenti ha introdotto ex novo l’e-commerce per le consegne a domicilio e il 28,4% lo ha utilizzato per la vendita a distanza. Si aggiunga che 9 librai su 10, fra coloro che hanno digitalizzato la loro offerta nel corso della pandemia hanno dichiarato che manterranno il servizio.

In occasione della presentazione dei dati dell’Osservatorio il presidente dell’Ali, Paolo Ambrosini, ha chiesto che le spese per i libri si rendano detraibili come le spese mediche. Inoltre, i librai indipendenti hanno espresso un giudizio decisamente positivo sulle misure governative per il settore delle librerie – come 18app, Carta Docente, Biblioteche, Apertura anticipata, Librerie sempre aperte – che, in questo periodo di crisi sanitaria ed economica, si sono rivelate – a loro avviso- un fattore essenziale per consentire al settore di potere continuare a fare impresa e cultura.