INTRUFOLARSI NELL’INTERCAPEDINE DELLA CUPOLA DELLA MOLE ANTONELLIANA

784

image003A 150 anni dall’avvio del progetto di costruzione della Mole Antonelliana, l’edificio rimane ancora per molti suoi recessi un “oggetto misterioso”. E’ pur vero che, negli ultimi dodici anni dalla sua riapertura, il pubblico ha avuto modo di conoscerlo meglio, apprezzandone la sontuosità ricercata messa in nuova luce dall’estro dell’allestimento ideato da François Confino per il Museo del Cinema. Tuttavia, molte parti del monumento, frutto del genio sregolato di un architetto “fuori sincrono rispetto ai suoi tempi”, sono rimaste inaccessibili per cento e più anni.

Ma dal 18 maggio è  accessibile un inedito e alquanto suggestivo percorso di visita lungo l’intercapedine della cupola. L’occasione per l’apertura del nuovo percorso è il 150° anniversario dell’avvio dei lavori per la costruzione della Mole Antonelliana. Si parte dal piano terra e si sale per 85 metri di altezza, lungo un passaggio che si snoda nelle aree laterali della Mole, alla scoperta della struttura nascosta dell’edificio. Dal Meeting Point, si percorre una delle due scale che portano alla base della cupola, a 35 metri di altezza, punto d’affaccio sull’Aula del Tempio. E’ da lì che  prende il via la parte più suggestiva dell’intero percorso, ovvero il tragitto lungo l’intercapedine dell’altissima cupola, che offre vedute a strapiombo sull’interno dell’edificio e, all’esterno, sul magnifico panorama della città e dei suoi dintorni. Numerose finestre, finestrelle, oblò circolari e strette feritoie lasciano passare fasci di luce che squarciano la penombra dei percorribili, illuminano il passaggio e mettono in risalto dettagli architettonici curiosi e sorprendenti. La durata della visita (andata e ritorno) è di circa 60  minuti.

La salita si trasforma così in un’esperienza originale e suggestiva: un’occasione per scoprire dall’interno i segreti di un edificio che da sempre suscita la meraviglia di architetti e ingegneri per le sue arditezze costruttive e affascina i turisti che da sotto ne ammirano lo svettante profilo che si staglia contro il cielo.

Informazioni: www.museocinema.it

Immagini di: Museo del Cinema di Torino

 

Articolo precedenteI GIARDINI DI AMSTERDAM APRONO AL PUBBLICO
Articolo successivoLA MIA SVIZZERA A COLPI DI SCRITTURA