MACROREGIONE ALPINA

372

parco_gran_paradiso_smallQuarantasei Regioni in rappresentanza di sette Stati, una superficie grande una volta e mezza l’Italia e un Pil pro-capite di 22.800 euro sono il cuore della macroregione d’Europa, l’alleanza transnazionale politico-economica tra i territori dell’arco alpino, il cui accordo è stato firmato il 18 ottobre corso a Grenoble. Una nota del nostro Ministero degli Esteri chiarisce gli obiettivi del passaggio politico intrapreso: “Nasce la ‘Strategia dell’Ue per la regione alpina’.  A Grenoble, alla presenza del Ministro Emma Bonino, è stata firmata la risoluzione politica con cui Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera ufficializzano l’impegno a introdurre nell’area alpina uno strumento di concreto impulso alla crescita e alla competitività. Una strategia importante quella che porterà alla creazione di una macroregione alpina accanto a quella adriatico-ionica e che dovrà puntare allo sviluppo sostenibile e inclusivo che tuteli le potenzialità dell’area, come la biodiversità, il turismo, le reti di trasporto, le specificità culturali e della ricerca. La Risoluzione politica formalizza l’impegno dei paesi coinvolti e il suo obiettivo è il conferimento del mandato da parte del Consiglio europeo alla commissione europea per il Piano di azione in vista dell’approvazione definitiva a dicembre 2014”.

Impegno serrato non solo sul fronte nazionale ma anche sul versante specificamente piemontese:  ”Noi, come Regioni del Nord abbiamo lavorato a questo documento per tanto tempo – ha aggiunto il governatore Roberto Cota, che ha presentato la richiesta dell’Italia di adesione alla Macroregione alpina – e questa Macroregione alpina europea e’ una concreta prospettiva di sviluppo per i nostri territori. Quando si parla di integrazione europea ci si deve riferire alla possibilita’ di territori omogenei, quali sono le Regioni europee che insistono sull’arco alpino, di poter lavorare insieme e di affrontare congiuntamente problemi comuni e di avere una prospettiva di sviluppo”.

 

Articolo precedenteDUE STORIE DI MARKETING
Articolo successivoNASCE IL LICEO SPORTIVO