ADELAIDE RISTORI: VITA ROMANZESCA DI UNA STAR DELL’800

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Considerata la più grande attrice dell’800, Adelaide Ristori, riuscì a calcare le scene di tutto il mondo riscattando contemporaneamente la figura e la professione dell’attrice che, a quei tempi, era considerata assai disdicevole se non addirittura alla stregua della prostituzione.
La sua bravura e il suo coraggio la elevarono però ad un tale prestigio e successo mondiale da essere ricevuta e apprezzata anche nelle corti reali dell’epoca. La Regina Vittoria definì le sue interpretazioni “una cosa sublime” e nel 1902, quando compì 80 anni, ricevette la visita di Vittorio Emanuele III, onore mai ricevuto prima (né dopo) da alcun rappresentante dello spettacolo. A ricordarne la bravura (recitava perfettamente anche in inglese e francese) e a ripercorrerne la vita (che la scrittrice George Sand definì “degna di un romanzo”) è oggi un saggio di Teresa Viziano, giornalista e scrittrice.  Il suo libro si intitola  “La RistoriVita romanzesca di una primadonna dell’Ottocento”, recentemente pubblicato da “La Conchiglia di Santiago”. Quella della Ristori fu, davvero, una vita  “degna di un romanzo”. In primis per il suo matrimonio che suscitò scandalo poiché a sposarla fu il marchese Giuliano Capranica del Grillo quando, all’epoca, gli attori e le attrici erano considerati, seppur con tutta la loro fama, semplici mestieranti che occupavano gli ultimi gradini della scala sociale. Lui divenne anche il suo impresario e insieme girarono il mondo (dagli Stati Uniti all’Australia), affrontando spesso lunghi viaggi anche pericolosi. Riuscendo però a portare con sé, nelle lunghe tournée il marito e i quattro figli, ebbe modo di dimostrare che quella dell’attrice poteva essere una professione più che rispettabile (contrariamente appunto alle credenze dell’epoca), contribuendo così a riscattarne l’immagine. Da sottolineare, infine, la sua attività patriottica. I suoi spettacoli venivano sovente interrotti dalla polizia, poiché ella, dal palcoscenico lanciava slogan a favore dell’Italia. “Perfino Mazzini “scrive la Viziano “pensò di utilizzare la sua notorietà crescente per la causa nazionale e Cavour le affidò, nel 1860, in occasione della sua prima tournée a San Pietroburgo, una delicata missione presso la corte dello Zar” e aggiunge “da umili origini era riuscita non solo ad elevarsi socialmente ma a diventare sempre più famosa presso quelle corti che decidevano il destino delle nazioni, divenne un simbolo per coloro che sognavano la redenzione della Patria”. E’ possibile leggere uno stralcio del libro sul sito dell’Enciclopedia delle Donne al link http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=1308

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