I CAPOLAVORI DI MONET

1271

6. MONET Regate ad Argenteuil (1872 ca)

Si è appena inaugurata a Torino la più grande mostra su Monet mai realizzata fuori dai confini francesi. Parola di Guy Cogeval, Presidente del Musée d’Orsay dalle cui collezioni provengono tutte le opere esposte. E l’emozione che toglie il fiato durante la visita non fa che suggellare queste parole.

Sì, perché la rassegna torinese è davvero eccezionale: 40 capolavori, le opere più importanti del grande maestro francese, si fronteggiano, si susseguono e si affiancano in un percorso studiato puntualmente per far comprendere il ruolo di figura chiave di Monet per la storia dell’arte e per documentare tutte le fasi poetiche dell’artista: dall’esordio all’insegna del realismo courbettiano degli anni 60 dell’Ottocento, al puro Impressionismo, dando vita a un intero capitolo dell’arte del XX secolo.

5. MONET Il calesse. Strada sotto la neve a Honfleur (1867 ca)

“Le opere prestate dal Museo d’Orsay sono suddivise entro nicchie visive successive, studiando i riferimenti prospettici fra i vari accostamenti ed i piani prospettici creati dall’allestimento”, ha spiegato l’architetto Corrado Anselmi che ha curato l’allestimento negli ambienti della GAM.

12. MONET Rue Montorgueil a Parigi (1878)Lungo la visita, di fronte alle opere esposte, lo sguardo del visitatore è rapito dalla raffigurazione compatta del paesaggio, per poi perdersi -in un momento- nei particolari, nei colori, nelle luci e nei tratti. Un effetto strabiliante che scippa la  mente davanti al meraviglioso Rue Montorgueil a Parigi. Festa del 30 giugno 1878, dove le bandiere che sventolano dai balconi,  la gente che affolla la strada in occasione della festa “della pace e del lavoro”, il gran frastuono che pare riecheggiare dal quadro, divengono a poco a poco delle pennellate dai toni bianchi, rossi e blu: un effetto a ritroso del lavoro della mano del maestro impressionista più amato al mondo, nonchè  determinato capofila della corrente e delle ricerche artistiche del suo tempo, al punto che Renoir affermava: “Senza di lui, avrei rinunciato”.

Incantevoli sono  poi  Le déjeuner sur l’herbe, opera mai mostrata in Italia, ed Essai de figure en plein-air: Femme à l’ombrelle tournée vers la droite, dove la donna col parasole sembra realmente sospinta da un vento che soffia tutto intorno. Così come incanta il nucleo di dipinti che documentano gli studi dei riflessi della luce sull’acqua e quelli sulla resa luminosa della neve.

 

35. MONET Studio di figura en plein air. Donna con parasole girata verso destra (1886)

La mostra nasce da un lavoro congiunto fra Musée d’Orsay di Parigi e GAM di Torino ed è concepita in maniera unitaria dai rispettivi conservatori  Xavier Rey e Virginia Bertone. 40 i capolavori esposti, di cui 5 mai presentati in Italia, 700 i gruppi e 147 i laboratori scolastici già prenotati prima dell’apertura. La rassegna, inaugurata il 2 ottobre, sarà godibile tutti i giorni (lunedì escluso), fino al 31 gennaio 2016, con orari prolungati per l’occasione fino alle 19.30. L’evento si può seguire sull’hashtag  #mostramonet.

 “MONET. Dalle collezioni del Musée d’Orsay”  è il coronamento di un 2015 straordinario in fatto di offerta culturale per la città di Torino, che ogni anno su questa voce investe almeno 100 milioni di euro (tra pubblico e privato). L’evento rappresenta inoltre l’ultima parte del trittico Degas-Renoir-Monet presentato alla GAM negli ultimi tre anni. Un’esperienza che si apre a nuovi  eventi, con il recente annuncio dell’impegno a realizzare prossimamente un’altra grande mostra monografica dedicata a Manet.

http://www.mostramonet.it/

Immagini:

Claude Monet, Il calesse. Strada sotto la neve a Honfleur (1867 circa), olio su tela; 65×93 cm, Parigi, Musée d’Orsay

Claude Monet, Regate ad Argenteuil (1872 circa), olio su tela; 48×75,3 cm, Parigi, Musée d’Orsay

Claude Monet, Rue Montorgueil a Parigi. Festa del 30 giugno 1878 (1878), olio su tela; 81×50 cm

Parigi, Musée d’Orsay

Claude Monet, Studio di figura en plein air: donna con parasole girata verso destra (1886), olio su tela; 130,5×89,3 cm, Parigi, Musée d’Orsay

Articolo precedenteNOBEL ANTI-POVERTÀ
Articolo successivoMILANO. ALLA VIA COSÌ