RUCOLA ADDIO

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C’era una volta la rucola. Negli anni Ottanta, la rucola (o ruchetta), verdura a foglie larghe fino ad allora ingrediente d’insalate, risotti, pasta e contorni di carne, in dosi imponenti divenne lo strato in cui sigillare con improbabili salsine, nei panini caldi, formaggio brie, prosciutto. Una rivoluzione alimentare che nell’Italia settentrionale rappresentò il nuovo pasto dell’“intervallo”, neologismo gastronomico contemporaneo alla scoperta della rucola insieme con l’immancabile Cartizze, il vino. Che i più, chissà perché, pronunciavano cartìzz. Un’insalata, la rucola, dal persistente sapore amarognolo-piccante e la capacità di infilarsi sempre negli interstizi fra i denti.

Si assisteva, in quegli anni, all’affermarsi di una smania gastronomica dagli interessanti  risvolti psicologici e sociologici: la rucola – mix di novità e di esotismo – aveva avuto la meglio sulla capacità gustativa della popolazione italiana. Una verzura che negli ultimi due decenni del secolo scorso ha conosciuto picchi di vera gloria; nel 2007, per dire, l’umorista Enrico Vaime ne scrisse addirittura un libro: Quando la rucola non c’era.

Poi, come in tutte le favole, anche la stella della rucola, insidiata dalla popolarità crescente del tofu, un derivato della soia con un sapore non troppo dissimile dal nulla, destinato a diventare in breve un must popolare come lo era stato in precedenza l’insalata-prodigio cominciò a declinare. Adesso, nel nuovo millennio, una spezia, ha spodestato entrambi. Adesso è lo zenzero, originario dell’Estremo Oriente, ad essere cool.

A vedere quel che accade in giro, si direbbe che c’è chi non vivrebbe senza: donne, sopra tutto le giovani, le zenzerine. Ora è lo zenzero il condimento principe dei primi piatti; a Faenza, per dire, un bistrot “di tendenza” propone vongole allo zenzero. Caffé e bar prontamente cavalcano l’onda: Lo Zenzero, Vaniglia&Zenzero, Zenzero juice bar… Si degustano aperitivi allo zenzero (il Moscow mule, che ha surclassato il Mojito); centrifugati (un’altra tendenza del momento!) a base di zenzero sono diventati la bevanda di riferimento. Lo zenzero è presente pure tra i rimedi di automedicazione. Mal di gola? C’è l’infuso a base di zenzero! Le qualità di questa spezia sembrano davvero notevoli: lo zenzero sarebbe tonico, digestivo, analgesico, antinfiammatorio, dimagrante, purificante e altro ancora.

Una curiosità: anticamente, prima di cantare nelle cerimonie religiose, gli indiani (dell’India, mica i pellerossa) usavano purificarsi l’alito masticando un pezzo di questa radice. Così avevano il permesso parlare agli dei. Commercialmente, persino le patatine di un noto Santo non hanno resistito alla tentazione di adeguarsi alla moda dello zenzero.

E siccome siamo nell’era della comunicazione on line, date un’occhiata al microblog Twitter: scoprirete che c’è un coctktail (cliccare Zenzero e nuvole) in funzione anticancro; che una giovane casa editrice, Zenzero Edizioni, propone racconti romanzi poesie e letteratura in formato ebook; che se avete necessità di consulenza IT (tecnologia informatica, per capirci) i tecnici di Zenzero Solutions – certificati Microsoft – sono a vostra disposizione.

Ma torniamo alla nostra benamata rucola dal passato popolare: i Romani la ritenevano il più potente tra gli afrodisiaci, ne parla anche Ovidio nella sua Ars amatoria. E, a dar retta ad alcune dicerie ancora circolanti nei paesi del Meridione, se mangiata nell’età dello sviluppo, aiuterebbe le donne ad avere un seno… prorompente.

Cara vecchia rucola, che dire? sic transit gloria mundi.

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