RIAPERTI I PARCHI STORICI, DA VENARIA REALE A STUPINIGI

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Andare alla scoperta dei parchi storici, con le loro scenografiche architetture  paesaggistiche tipiche del Sei e Settecento, è sempre un gran piacere. Complice la bella stagione, che ci fa venire voglia di godere dell’aria aperta, soprattutto dopo mesi di lockdown più o meno serrato, unendo il proposito di visitare gli antichi luoghi di loisir, ricchi di storia e deputati proprio alle attività di svago e divertimento.

Chi ama lo spettacolo dei giochi d’acqua e praticare attività fisica nel verde, può senza dubbio optare per la Venaria Reale. Le iniziative di fitness all’aperto sono davvero molte e nella Corte d’onore, la Fontana del Cervo con il Teatro d’Acqua, di norma si anima, ad orari fissi, con le “danze” dei suoi 100 getti d’acqua alti fino a 9 metri, seguendo il ritmo di musiche antiche o contemporanee. Si posono anche visitare la grande “Giostra di Nina”, opera dell’artista Valerio Berruti e la mostra dedicata al fotografo Paolo Pellegrin (orario d’apertura da mart. a ven. 9,30-17,30 – sab. e dom. 9,30-19,30. Info su www.lavenaria.it)

Nata come vigna,  Villa della Regina è tra le più suntuose residenza costruite sulla collina torinese. L’edificio, costruito a partire dal 1615 per volontà del principe cardinal Maurizio di Savoia, sul modello delle ville romane, fu posto al centro di un giardino all’italiana “in forma di teatro”, con grotte e giochi d’acqua. I successivi interventi di Filippo Juvarra e di Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, ne accentuarono il carattere scenografico, anche tramite operazioni di rinnovamento decorativo, come il padiglione del Belvedere Superiore. Una delle caratteristiche del suo parco è la vista mozzafiato sulla città. In più in questi ultimi anni è stato reimpiantato un vigneto che produce vino Freisa Doc (aperta da mart. a dom. 10-18. Info allo 011/8195035).

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e al Castello di Moncalieri, si possono visitare prevalentemente gli appartamenti reali, seguendo le visite guidate. Al Castello però si ha modo di transitare nella parte antistante l’ingresso che comprende il Giardino delle Rose, una sorta di esedra incastonata alla base dell’imperiosa facciata (la Palazzina è aperta da mart. a ven. 10-17,30, info allo 011/6200634, mentre il Castello da ven. a dom. e festivi 10-18, prenotaz. online su www.lavenaria.it).

Il Castello di Agliè offre invece, l’opportunità di godere nuovamente appieno del parco all’inglese, opera del paesaggista tedesco Xavier Kurten e di ammirare la nota “Fontana a ferro di cavallo” con sculture in marmo di Frabosa (da mart. a dom. 9-19). Ai suoi spazi esterni è dedicato anche un ciclo di conferenze che si intitola “Un’ora di verde” e prevede un’incontro ogni mercoledì alle 18, dal 5 maggio al 9 giugno. “Un’ora di storia”, è invece l’appuntamento settimanale dedicato alle vicende storiche del luogo (ogni giovedì dal 6 maggio al 10 giugno). Sono previste anche visite guidate nelle sale dell’Appartamento di rappresentanza (da ven. a dom. 9-12/14-18) e percorsi tematici a rotazione in altri appartamenti come quello del Re (dettagli e prenotaz. allo 0124/330102 o su drm-pie.aglie.prenotazioni@beniculturali.it).

Volendo spingersi infine, nel cuneese si possono visitare anche i parchi e le stanze del Castello di Racconigi, con percorsi guidati ogni ora al primo piano nobile (da giov. a dom. 9-19, 0172/84005) e di quello di Serralunga d’Alba, aperto sabato e domenica con orario 10,30-17,30 e visite per lo più ogni tre quarti d’ora (info allo 0173/613358).

Per questi ultimi tre castelli e per Villa della regina, le informazioni, i costi e le modalità di prenotazione sono anche su http://polomusealepiemonte.beniculturali.it

Il prossimo 16 maggio riaprirà al pubblico anche il Castello di Miradolo nel Pinerolese, il cui parco è anche un centro di ricerca culturale, naturalistica e didattica. Oltre alle mostre e ai concerti, infatti il castello vanta, nel suo Parco ottocentesco, una collezione di alberi maestosi e centenari e fiori di varie specie antiche. Di questo patrimonio la Fondazione Cosso, ha iniziato a prendersi cura nel 2007,  custodendolo e curandolo negli anni. La Fondazione si occupa di promuovere, con attività varie, la cultura del verde e una nuova consapevolezza delle tematiche ambientali per sollecitare coscienze attente e comportamenti socialmente responsabili. Info allo 0121/376545 o su www.fondazionecosso.com