PONZONE E SASSELLO: DUE PERLE MONFERRINE

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Il Ponzonese e il Sassellese sono un pezzo d’Italia ancora poco noto al turismo di massa, ma che vale la pena di conoscere e ammirare, vivere e assaporare in tutti i modi e con ogni senso.

Stiamo parlando di un pezzo dell’Alto Monferrato acquese, comprensorio a sud del Piemonte, noto per la prodigiosa fangoterapia naturale delle Terme di Acqui (apprezzata fin dai tempi di Roma antica), che si fonda su una sorgente d’acqua calda che sgorga a cielo aperto a 75° gradi. Un luogo dove lo sguardo si perde tra le quinte collinari ricamate dai preziosi vigneti (patrimonio dell’Unesco). Un luogo dove le pregiate cantine propongono  eccellenti ed unici vini, graditi in tutto il mondo.

Da Acqui Terme, salendo verso il mare, incontriamo Ponzone, con il secondo più straordinario belvedere d’Italia, citato già nel 1972 dalla Guida Rossa del Touring Club Italiano. Un poggio naturale che permette di spaziare dalle Alpi Marittime, alle Cozie con il Monviso, al Gruppo del Bianco, a quello del Cervino e fino alle Alpi Pennine con il gruppo del Rosa. Il risultato finale è una veduta esclusiva su circa un terzo delle Alpi Italiane.

La montagna più alta, che si vede molto bene in primo piano, è il Monviso nelle Cozie.

Dal punto panoramico del Gorei, nella frazione di Piancastagna nel ponzonese, in giornate chiare e limpide, si può osservare la maestosità del Re di Pietra, com’è soprannominato il Monviso, da cui, al Pian del Re, nascono le sorgenti del Po, e tutto il panorama sopra citato.

Proseguendo verso la riviera ligure, incontriamo Sassello, un centro storico simpaticamente raccolto, dalla tipica architettura ligure, accattivante e invitante, dove spicca la bella chiesa della Santissima Trinità che merita una visita e una approfondita conoscenza, considerato che la prima pietra della sua costruzione fu posata intorno al 1660. Il paese si può considerare senza dubbio una perla turistica, famosa per i funghi e per i suoi conosciutissimi e incomparabili amaretti.

Sassello è anche un piccolo centro elegante e riservato, ricco di tranquilla e raffinata vita sociale. In un recente passato, nei suoi vicoli si potevano incontrare tra gli altri, anche Gino Bramieri e Ornella Vanoni.

Il borgo oggi è conosciuto anche per dato i natali alla Beata Chiara Badano, giovane ragazza, morta in grazia di Dio a soli 18 anni per un male incurabile. Esempio di fede e di grandissima bontà, infondendo lei, durante la malattia, un’eroica forza d’animo ai suoi familiari fino agli ultimi giorni di vita.

Colpisce e commuove chi scrive, una frase lasciata da Chiara e riprodotta in uno dei tanti manifesti commemorativi, parole semplici, forse addirittura banali, ma che offrono la giusta dimensione di questa eccezionale grande ragazza, la quale affermava nel pieno del dramma, sorridendo e senza rimpianti: “mi piaceva andare in bicicletta”.  Tanto commovente quanto dirompente se l’empatia ci porta nel contesto della tragedia che stava vivendo.

Lasciato Sassello alle spalle si procede in direzione del mare, entrando nel territorio del Monte Beigua, uno degli undici Geo Park italiani.

Da lontano, guardando i monti liguri, lo si riconosce sul crinale appenninico, per il monte più alto dove hanno trovato dimora una serie di tralicci per le telecomunicazioni.

E’ un riconoscimento visivo immediato, magari non tra i più attraenti, ma è istantaneo. Grazie a quei “ponti” (un prezzo che occorre pagare per un buon servizio di telefonia e di segnali televisivi efficienti e funzionanti), il monte Beigua è immediatamente riconoscibile diventando un punto di riferimento certo per tutto il territorio.

Dal ponzonese al sassellese, si possono percorrere, opportunamente segnalati, sentieri, ciclovie e ippovie, di ogni tipo e per ogni gusto, adatti ad escursionisti esperti e a principianti. I più sono perfetti per le famiglie.

Nel Geo Park del Beigua, c’è poi l’imbarazzo della scelta, non solo la natura con panorami incantevoli, attraverso faggete e pinete, perfette per la pratica della forest therapy, ma anche sentieri con incisioni rupestri per i numerosi appassionati e sentieri che costeggiano importantissime zone umide, tra cui la torbiera del Laione.

Non va dimenticato che durante l’escursione si possono gustare, nei numerosi ristoranti della zona, piatti tipici e prelibatezze che inviteranno a bissare e ad allungare il soggiorno: infatti non sarà possibile visitare, in una sola tappa, una delle zone più belle della penisola italiana a cavallo tra Piemonte e Liguria.

Dal Beigua passa anche un pezzo dell’Alta Via dei Monti Liguri, un sentiero che parte da Ventimiglia e arriva fino a Ceparana, vale a dire che dalla Provincia di Imperia raggiunge La Spezia percorrendo il crinale appennico di tutta la Liguria.

Il frammento che tocca il monte Beigua, parte da Mallare e prosegue fino al Monte Faiallo, toccando la Riserva Naturalistica dell’Adelasia, la Rocca omonima e il Bric dell’Amore.

Il toponimo Adelasia, è un chiaro riferimento alla storia del territorio Monferrino. Infatti Adelasia era la figlia dell’Imperatore Ottone I di Sassonia, sposata poi ad Aleramo, marchese del Monferrato, la cui storia leggendaria è ripresa anche nel famoso muretto delle celebrità di Alassio, ma questa è un’altra storia che merita molto più spazio.

Tutto il territorio, a cavallo tra la provincia di Alessandria e quella di Savona, è ideale per le escursioni naturalistiche, ricco com’è di storia e di avvincenti trascorsi; presenta tutte le peculiarità turistiche che si possono amabilmente scoprire e godere, con paesaggi e panorami meravigliosi e mozzafiato.

Impossibile descrivere lo spettacolo panoramico che regala il tracciato della quarta tappa dell’Alta Via nel savonese, snodandosi, dal Colle di Cadibona, sempre sulle alture degli appennini liguri, che sovrastano il mare e i suoi borghi, fino al Faiallo.

Indescrivibile anche l’atmosfera che si respira misteriosa, bella e poetica tra le vestigia dei borghi incontrati, tra il moderno e l’antico, accoccolati e appisolati in contesti naturali di incomparabile bellezza.

Lungo i vari percorsi si incontrano castelli, fortilizi, foreste e ampi pascoli di montagna, pietraie e rocche, monumenti d’arte naturale che lasciano senza respiro, il tutto è una incomparabile palestra naturale, dove lo Shinrin-yoku, (cioè la Forest Therapy), pratica della medicina giapponese che esalta il naturale contatto tra uomo e natura.

Immagini: Ponzone – Comune di Ponzone

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