IL CURIOSO CASO DE “LA STRADINA DI DELFT”

1820

Dopo 320 anni, l’affascinante tela ‘The Little Street’ (‘La stradina di Delft’) di Johannes Vermeer ritorna nella sua città. Si tratta di un capolavoro del grande maestro olandese, più noto al pubblico per  aver dipinto il dolce volto de la Ragazza con il turbante , di cui Tracy Chevalier ci narra nel suo bestseller “La ragazza dall’orecchino di perla” e che Scarlett Johansson interpreta nell’omonimo film del 2003.

‘The Little Street’  ha da sempre suscitato grande curiosità: un po’ perché è un rarissimo esempio di raffigurazione in esterno prodotta dall’artista, ma soprattutto per l’uso che Vemeer pare abbia fatto della camera ottica, uno strumento che basava il suo funzionamento sullo stesso principio delle macchine fotografiche e che gli consentiva di farsi un’idea su come si sarebbe formata l’immagine, senza però fissarla su un supporto.

Questa piccola tela  fa parte del poker dei quattro Vermeer che vanta il Rijksmuseum di Amsterdam, tutti e quattro considerati capolavori assoluti della collezione permanente del museo e che, quindi, ben raramente è dato in prestito. Ma grazie alla straordinaria collaborazione tra il Rijksmuseum  e il Museo Prinsenhof di Delft , l’opera verrà esposta dal 25 marzo al 17 luglio in questa località meridionale dei Paesi Bassi dove fu dipinta intorno al 1658. Sì perché, per assurdo, delle 35 opere di Johannes Vermeer  esposte nel mondo, nessuna si trova a Delft, la città dove l’artista nacque nel 1632, visse e lavorò per tutta la vita.

A rendere ancora più eccezionale l’arrivo del quadro a Delft è la clamorosa scoperta fatta recentemente dal professore di storia dell’Arte dell’Università di Amsterdam, Frans Grijzenhout,  che consultando il registro dei canali (che conteneva la contabilità delle tasse imposte relativamente a  ciascun immobile di Delft che si affacciava sull’acqua), è riuscito a risalire all’esatto punto dove Vermeer si ispirò per il suo quadro: Vlamingstraat 40 e 42. Le abitazioni che si trovano a questi civici (come si può notare dalle vemerimmagini che pubblichiamo) sono proprio le due che sono ritratte nel dipinto, sebbene dal punto di vista architettonico abbiano entrambe subìto nel tempo alcune trasformazioni. E, curiosità nella curiosità, pare che una delle due abitazioni appartenesse  proprio alla zia del pittore, tale Ariaentgen Claes van der Minne. A questa curiosa scoperta il museo di Amsterdam ha appena dedicato una monografica che ha riscosso grande interesse.

A Delf, i luoghi associati a Vermeer e alla “Stradina” si trovano tutti nelle vicinanze del Museo Prinsenhof.  Al turista curioso consigliamo, dopo aver visitato il museo, di seguire le orme del pittore lungo i nuovi percorsi a piedi che hanno inizio al Tourist Information Point  (situato in Hippolytusbuurt). Sul sito www.webshopdelft.nl è disponibile una specifica App in olandese e inglese per iPhone e Android  che si presenta con le vesti di un “cicerone 2.0”. Per chi invece ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie è disponibile, presso il Tourist Information point o il Vermeer Centrum, un opuscolo che propone un itinerario lungo la Delft dell’Artista. Lungo il percorso, dei totem dedicati forniranno maggiori informazioni sulla vita e le opere del maestro della luce olandese. L’itinerario è parte del “Vermeer Combi Ticket”, pacchetto  che permette di visitare anche il Vermeer Centrum, la Oude , la Nieuwe Kerk e il museo Prinsenhof.

Informazioni: www.prinsenhof-delft.nl  ;  www.delft.nl

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