NOVANTASEI COLPI DI CANNONE

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Novantasei colpi di cannone, quanti i suoi anni, hanno salutato la dipartita da questo mondo di sua maestà britannica, la regina Elisabetta II. Un’icona conosciuta, e riconosciuta, in ogni parte del mondo, oltre che nel suo regno espressione del più grande impero coloniale del mondo e del Commonwealth, l’associazione delle vecchie colonie divenute indipendenti ma ancora legate politicamente e socialmente con la Corona britannica. Una figura che ha attraversato il secolo passato e questo con uno stile unico, irripetibile, difficile da comprendere a fondo per chi non sia britannico.

La sua scomparsa ha ovviamente dato il via ai commenti di agiografi, analisti e media, dovunque nel mondo. Commenti che, tra le qualità attribuite alla defunta regina, sottolineano unanimemente lo stile irreprensibile con il quale ha condotto la sua vita privata (“never complain, never esplain”) ma sopra tutto quella pubblica durante oltre settanta anni. Ecco, lo stile. Moneta dovunque scarsa, di questi tempi. Uno stile che in Elisabetta e nella maggioranza del suo popolo nasce dal rigoroso rispetto del protocollo, quell’insieme di norme scritte e non scritte, tradizionali che ti dicono che cosa puoi, devi, fare. E che cosa non puoi, non devi fare. Il protocollo che coincide con l’educazione. Il protocollo che in UK è figlio della tradizione, l’altro formidabile pilastro che là definisce senso del dovere e senso dello Stato, coesi e indissolubili. Difficili da intendere appieno, per chi non è nato al di là della Manica.

Allevati da generazioni a ordine e tradizione, anche in situazioni disperate gli inglesi sanno muovere solo all’attacco: keep your pecker up, come dicono loro*. Tradizione e rispetto da generazioni figliano quel senso di altezzosità che da sempre viene addebitato ai sudditi di sua maestà britannica. Di cui Elisabetta II è stata campione vivente. Per capire meglio ciò che intendo dire, mi spiego con un esempio: anni or sono, durante un soggiorno a Londra, fui redarguito da un bobby perché, sia pure in assenza esplicita di divieto di sosta, avevo parcheggiato l’auto in uno spazio – l’unico libero – di fronte a una lapide muraria commemorativa dei caduti dell’Anzac, l’acronimo che indica l’Australian and New Zealand Army Corps facente parte del Corpo di Spedizione nel Mediterraneo britannico durante la Prima guerra mondiale. «Lei è straniero, vero? Un inglese non avrebbe mai parcheggiato lì» le parole con cui il constable in blu mi fece capire la differenza tra loro e gli altri. Differenza che Elizabeth Alexandra Mary Mountbatten Windsor detta Lilibet ha impersonato alla grande regnando per 70 anni e 214 giorni.

E adesso? Adesso God save the king.

 

*If you tell someone to keep their pecker up, you are encouraging them to be cheerful in a difficult situation (Collins dictionary). Se diciamo a qualcuno di tenere alto il naso, lo incoraggiamo a essere spensierato in situazioni complicate.

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