2024 “ANNO DELLE RADICI ITALIANE”

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Le cifre sono impietose e parlano da sole: sono più di 6.000 i borghi abbandonati e circa 5.000 i piccoli centri in fase di spopolamento. L’Istituto di statistica certifica l’esistenza di altri 1.380 comuni con massimo di 2.000 abitanti dove, nel 2019, vivevano appena 1,9 milioni di persone.

Di solito questi piccoli borghi sono solo un gruppo di case; ubicati in luoghi difficilmente raggiungibili e distanti da principali vie di comunicazione, hanno come loro “habitat ideale” le alture e l’entroterra delle nostre regioni e costituiscono identità locali di grande valore; un patrimonio storico, sociale, umano che progressivamente va in malora.

Le cause di questo “abbandono” sono da ricercarsi nel fenomeno dell’urbanesimo, della industrializzazione, nelle caratteristiche della società (invecchiamento della popolazione e calo delle nascite), e dell’economia dei nostri anni. Anche gli eventi naturali – terremoti, alluvioni, variazioni idrogeologiche – hanno avuto il loro peso in questa vicenda. Azioni di contrasto, o quantomeno di contenimento del fenomeno sono in atto da anni, a cura di enti associazioni e amministrazioni centrali e periferiche.

Questo “piccolo mondo antico” richiede iniziative ad hoc per richiamare abitanti; tra le iniziative adottate da alcune amministrazioni comunali mettere loro a disposizione le case abbandonate o accordare incentivi fiscali per aziende e nuovi residenti. La parola d’ordine, dicono all’Anci piccoli comuni, è trasformare i limiti come l’isolamento in opportunità per nuovi abitanti e turisti.

Ecco, il turismo. Il 2024 sarà l’anno del “Turismo delle Radici”, una forma di turismo (detto anche turismo genealogico) parte integrante del turismo culturale. Un progetto del valore di 20 milioni di euro, finanziato dal Pnrr. Il turismo delle radici è il turismo delle nuove generazioni di italiani all’estero – sia di passaporto che d’origine, una platea intercontinentale calcolata in circa 80 milioni di persone. Trattandosi di turismo diffuso e non episodico: secondo l’Enit nel 2019 circa 6 milioni di persone sono arrivate in Italia per motivazioni riconducibili alla propria storia familiare, con un indotto di quasi 10 miliardi di euro. La domanda di turismo delle Radici a sua volta può generare una risposta di ‘sistema’: sfida digitale, ecosostenibilità, incentivo alla occupazione giovanile. E, perché no?, rivitalizzazione dei borghi.

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