Il Tempio di Nettuno a Paestum è uno dei monumenti più imponenti e meglio conservati dell’architettura greca. L’ordine architettonico impiegato è quello dorico e risale ad una versione arcaica. Le decorazioni presenti nei capitelli mostrano influenze che risalgono al periodo miceneo.
Costruito intorno alla metà del V secolo a.C., nell’antica città di Poseidonia, nome originario di Paestum, rappresenta un esempio straordinario di ordine dorico della Magna Grecia.
L’edificio si presenta come un tempio periptero esastilo, circondato quindi da colonne su tutti i lati di cui sei sul prospetto principale e sul corrispettivo lato retrostante; le colonne sui lati lunghi sono invece quattordici.
Le caratteristiche dell’ordine dorico sono ben visibili e perfettamente rispettate: le colonne robuste, scanalate e prive di base, poggiano direttamente sullo stilobate e mostrano una evidente entasi: un rigonfiamento lungo il fusto studiato per correggere le distorsioni ottiche e rendere la struttura visivamente più armoniosa.
Il capitello dorico, semplice ed essenziale, è composto da echino e abaco e sostiene l’architrave, elemento orizzontale continuo che costituisce la prima parte della trabeazione. Nel caso del tempio di Nettuno è proprio il capitello a sottolineare la sua natura arcaica: esso infatti è molto ampio e non si è ancora evoluto nella sua conformazione matura, più contenuta e meno “schiacciata”.
Al di sopra del capitello, il fregio tipicamente dorico è caratterizzato dall’alternanza ritmica di triglifi e metope.
Nel suo insieme, il Tempio di Nettuno comunica un forte senso di equilibrio, solidità e perfezione geometrica. Ancora oggi è considerato uno dei modelli fondamentali dell’ordine dorico e una testimonianza imprescindibile per comprendere l’eredità dell’arte greca nella storia dell’architettura occidentale.
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