UN CAPOLAVORO PROSPETTICO DELL’ARCHITETTURA RINASCIMENTALE

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Nel cuore di Milano si trova una delle architetture più sorprendenti del Rinascimento: la chiesa di Santa Maria presso San Satiro, progettata da Donato Bramante tra il 1478 e il 1486. Bramante realizza qualcosa di straordinario: uno spazio che in realtà non esiste ma che l’occhio percepisce come perfettamente reale. È uno dei più incredibili esempi di illusione prospettica applicata all’architettura.

Quando Bramante riceve l’incarico del rifacimento della chiesa, si trova di fronte ad una pianta a croce commissa: il transetto si trova alla fine delle navate e determina la classica forma a “T”. Non c’è altro spazio per realizzare il coro della chiesa, la strada che passa immediatamente dietro l’edificio impedisce di realizzare la profondità architettonica tipica delle chiese rinascimentali.

Rinunciare alla costruzione del coro, avrebbe significato compromettere l’equilibrio dell’intero edificio e per questo motivo Bramante, attraverso una complessa struttura in bassorilievo, modellata in stucco e terracotta, simula una successione di arcate, colonne e cassettoni che donano una profondità allo spazio del tutto illusoria.

Entrando nella chiesa, l’osservatore ha l’impressione di vedere un coro profondo diversi metri ma spostandosi lungo le navate ed avvicinandosi al transetto, ci si rende conto che in realtà quello spazio è profondo meno di un metro.

Gli studi condotti da Bramante sulla prospettiva introdotta da Brunelleschi e trattata da artisti come Piero della Francesca in pittura, prendono forma in questa invenzione architettonica. Con Bramante la prospettiva pittorica diventa quindi un’affascinante amalgama di scultura e architettura.

Le arcate laterali della chiesa suggeriscono la prosecuzione della navata centrale lungo il transetto e guidano lo sguardo verso il finto coro. L’ effetto è quello di una dilatazione illusionistica dello spazio, capace di far percepire come reale ciò che in realtà è solo suggerito.

La grandezza di Bramante, che non smetterà di stupirci dopo la creazione di questo gioiello milanese, sta nella capacità di incarnare il pensiero rinascimentale, sintetizzarlo e trasformarlo in architetture perfette. Il Tempietto di San Pietro in Motorio e la nuova pianta della Basilica di San Pietro, rappresenteranno ulteriori conferme del genio di Bramante.

artefatti. by carmelo romato

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