Che giorno è oggi? No, dico, lo domandiamo perché non ignoriamo proverbi e filastrocche del nostro passato, tipo: “carta canta”; “carta canta, e villan dorme”; “trenta giorni ha novembre, con april giugno e settembre, di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno”. Che, se per altri intendiamo noi stessi, allora c’è un errore: son cinquantuno. Venti di più.
Lo diciamo perché giovedì 16 ottobre di quest’anno di grazia (di grazia?) Sergio Mattarella, il nostro presidente della Repubblica, ha promulgato la legge con cui si istituisce la “giornata nazionale del riciclo della Carta”. Mica quella costituzionale, “la più bella del mondo”, la carta, quella dei giornali, dei pacchetti, delle buste, delle fotocopie e via elencando. La carta, quella che viene utilizzata principalmente in quattro grandi settori: per uso grafico e scrittura cioè libri, quaderni, riviste, quotidiani, fogli per fotocopie, buste, calendari e carta da disegno; per imballaggio e confezionamento: scatole di cartone e cartone ondulato, sacchetti per la spesa, carta da pacchi, cartavelina e incarti per alimenti. Per usi igienico-sanitari (tissue): carta igienica, fazzoletti, tovaglioli e asciugamani di carta. Carta per usi industriali e edilizi come la carta da parati, la carta vetrata, la carta adesiva, le etichette e il duttilissimo cartongesso. Per non dire della “carta-moneta”, quella più importante di tutte: le banconote. E allora, che problema c’è? C’è il problema che l’ultima giornata nazionale istituita è ben la cinquantunesima del nostro calendario gregoriano, e che i giorni con dignità protocollare di Stato lì compresi rappresentano il 14 per cento (13,97% per esser precisi).
Ora, figurarsi se non siamo convinti noi della dignità intrinseca della carta, noi che, giovani consulenti di relazioni pubbliche, per arginare la proliferazione degli imballaggi di plastica, nel 1985 abbiamo studiato un ente privato (Comieco) per il recupero e il riciclo di quelli a base cellulosica.
Già. Ma, e gli altri trecento quattordici giorni? direte voi. Gli altri giorni rientrano nella categoria di quelli – al momento – sprovvisti di titolo, che hanno indotto il presidente Mattarella a scrivere una lettera (su ‘carta del Quirinale’, immaginiamo) esortando sia il Senato che la Camera dei deputati a limitare l’ansia da ricorrenza evitando di proporre ulteriori Giornate. Per non correre il rischio di promulgarne una ulteriore, quella della Continenza. Valida ovviamente su tutto il territorio nazionale. Isole comprese.



