VARZI, AL ROGO LA STREGA!

558

Immagine brochure-no guide

Ermanno il contadino. Mina e Angiola, comari. Marietta, la vecchia filatrice. Antonio e la piccola Cecilia. E ancora: l’Alchimista, la figlia del Podestà. E poi Armida, l’Inquisitore, la Torre delle Streghe, i cavalieri medievali… Interpreti moderni di una saga popolare che anche quest’anno a Varzi – ridente borgo della Val Staffora, una delle contrade turisticamente più belle dell’Oltrepò pavese (vini e gastronomia, i salami d.o.p. tanto per citare – che nel Medioevo, sotto la guida dei Malaspina, conobbe il suo periodo più florido: la “via del sale”, traffici commerciali di tessuti, spezie, gemme, metalli dal porto di Genova verso la Val Padana, Pavia e Milano in testa), al principio d’agosto rievocano con partecipazione amatoriale il rogo del 1464 quando, a seguito dell’istruttoria di tale Paolo Folperti, un Inquisitore di rara ferocia presente in loco, “streghe confesse” bruciarono vive nella pubblica piazza.

La rievocazione attuale dell’episodio storico si presenta come occasione di promozione turistica con ricadute economiche e sociali. La Val Staffora, come l’Oltrepò del resto, sta conoscendo una crisi socio-economica importante: le aziende chiudono, la monocultura del vino non basta più, l’offerta termale è risorsa insufficiente. Le comunità montane perdono abitanti, che lasciano i loro borghi (alcuni inseriti nella Guida dei più belli d’Italia) alla ricerca di opportunità. Per tutti gli abitanti, il turismo potrebbe essere una delle risorse più efficaci per risalire la china.

A Varzi una pattuglia di associazioni locali tra cui quella dei ragazzi “A tutta Varzi”, la Comunità Montana e il Comune ci provano (anche) organizzando iniziative di richiamo come questa che, se da un lato coinvolgono spettacolarmente i non troppo numerosi turisti estivi, dall’altra “ingaggiano” gli abitanti – sopra tutto i più giovani – con un progetto di recupero della storia locale per conoscere e far conoscere più in profondità il territorio dell’Oltrepò collinare. Un evento celebrativo, quello del 2 agosto, strumento di comunicazione oggi più efficace delle campagne pubblicitarie tradizionali, con cui festeggiare il borgo medievale di Varzi con le sue botteghe “storiche”. Ben collegato con i principali centri della pianura (Voghera, Pavia, Tortona, Piacenza), Varzi è attraversata della strada che porta al passo del Penice, in un comprensorio collinare e montano ricco di celebri castelli – quello di Oramala citato da Dante per ricordarne uno -, di agriturismi di buona qualità, di percorsi “verdi” ed enogastronomici che ne fanno una meta turistica da prendere in considerazione.

Il 2 agosto, per le vie di Varzi sarà possibile incontrare personaggi straordinari abbigliati come gli abitanti del borgo alla fine del XV secolo. Qui, la sera, Armida racconterà la sua verità a chi vorrà ascoltarla, e all’Inquisitore. Che pronuncerà la sua drammatica requisitoria. Se riuscirà a farla confessare.

Articolo precedenteEXPO, NUOVE ASSUNZIONI
Articolo successivoCREARE O SVILUPPARE UN’IMPRESA SOCIALE