SEGANTINI IN MOSTRA A MILANO

621

-le-due-madri- Segantini- GAM - Milano

Ritorna a Milano uno tra i più celebri protagonisti della pittura di fine Ottocento, Giovanni Segantini. Dal dal 18 settembre 2014 al 18 gennaio 2015 al Palazzo Reale di Milano sono esposte oltre 120 opere di questo grande artista, di straordinaria notorietà in vita, dimenticato e poi in varie fasi del Novecento riscoperto dalla critica italiana e internazionale.

Curata da Annie-Paule Quinsac, autrice del catalogo ragionato e maggior esperta di Segantini, a cui ha dedicato quasi mezzo secolo di studi e otto mostre in tutto il mondo, e da Diana Segantini, pronipote dell’artista e già curatrice della esposizione tenutasi alla Fondazione Beyeler nel 2011, la mostra presenta per la prima volta a Milano opere provenienti da importanti musei e collezioni private europee e statunitensi, divise in otto sezioni, ciascuna delle quali dedicata a un aspetto dell’arte di Segantini e rappresentata da alcuni dei maggiori capolavori del grande artista, di cui molti mai esposti in Italia o esposti oltre un secolo fa. Scopo della rassegna è offrire al grande pubblico e agli studiosi la panoramica più completa dell’opera di Segantini e farlo così scoprire, o riscoprire, nella sua straordinaria arte.

Il percorso della mostra si apre con una sezione introduttiva di documenti, fotografie, lettere, libri, il busto di Segantini eseguito da Paolo Troubetzkoy e quello giovanile di Emilio Quadrelli, il ritratto di Segantini sul letto di morte, acquarello di Giovanni Giacometti, suo amico fraterno e padre del celebre scultore Alberto.

Nato ad Arco di Trento nel 1858, a Milano, dopo la scuola di bottega a Brera, Segantini assimila le nuove tendenze artistiche: dapprima la Scapigliatura, poi il Divisionismo, di cui sarà considerato il corifeo, sino al Simbolismo, che rielaborerà in modo personalissimo e visionario. Tuttavia, alla città stessa Segantini dedica pochi lavori, tutti presenti in mostra nella I sezione Gli esordi come Il coro di Sant’Antonio (1879) o gli scorci cittadini quali Il Naviglio sotto la neve (1879-1880), Ritratto di donna in Via San Marco (1880), Nevicata sul Naviglio (1880 circa), Il Naviglio a Ponte San Marco (1880), rimanendo estraneo alla rinascita di quella poetica urbana che genera una vera e propria iconografia della città in trasformazione.

La II sezione della mostra Il ritratto. Dallo specchio al simbolo, presenta una selezione di magnifici dipinti, alcuni mai visti a Milano, come ad esempio il Ritratto della Signora Torelli (1885-1886), nel quale è raffigurata la moglie del fondatore del “Corriere della Sera”, Eugenio Torelli Viollier, scrittrice femminista affermata, nota come marchesa Colombi.

La III sezione Il vero ripensato: la natura morta presenta una serie di straordinarie nature morte, genere obbligato alla fine dell’Ottocento, cui Segantini si dedica con eccellente maestria.

La IV sezione Natura e vita dei campi raccoglie i capolavori sulla vita agreste caratterizzati dalla presenza femminile, come La raccolta dei bozzoli (1882-1883), Dopo il temporale (1883-1884), L’ultima fatica del giorno (1884). La religiosità degli umili è il tema della V sezione.

Trasferitosi in Engadina nel 1866, Segantini approda al suo personale divisionismo, spezzando la materia in lunghi filamenti di colore. Protagoniste saranno le Alpi, prese sempre di scorcio. Oltre alle donne compaiono gli uomini, anche se dopo il 1890 la natura dominerà sempre di più la scena in composizioni molto vaste dove la presenza umana sarà solo simbolica. La VI sezione Fonti letterarie e illustrazioni mostra l’evoluzione del modus operandi di Segantini, mentre la VII, dedicata al Trittico dell’Engadina può essere considerata il testamento spirituale dell’artista.

Nella sezione conclusiva La maternità sono presenti altri capolavori come lo splendido olio Le due madri (1889) della GAM di Milano, considerato manifesto del divisionismo italiano alla prima Triennale di Brera che vide la nascita ufficiale del movimento, e le opere simboliste in cui l’uso dell’oro e argento in polvere si abbina a una tecnica mista di derivazione divisionista, come le due versioni de L’Angelo della Vita (1894), quella della GAM e quella di Budapest, riprese anche in due disegni, e L’amore alla fonte della Vita (1896).

A ulteriore approfondimento, i visitatori saranno qui accompagnati anche da un breve filmato che li aiuterà a comprendere nella sua totalità la riflessione segantiniana sul tema della maternità che, anche per via della sua vicenda familiare, si era trasformato per lui in un’ossessione e nel quale il suo simbolismo raggiunge gli esiti più alti.

 

Mostra Segantini:

18 settembre 2014 -18 gennaio 2015

Milano, Palazzo Reale (Piazza Duomo)

Lunedì: 14.30–19.30

Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30

Giovedì e sabato: 9.30-22.30

Catalogo Skira

Ingresso: € 12,00

Immagine dell’opera “Le due madri”, 1889, Olio su tela, Milano, Galleria d’Arte Moderna

Info: http://www.mostrasegantini.it/

 

Articolo precedenteCIRQUE DU SOLEIL SI ESIBISCE ALL’EXPO
Articolo successivoONNIVORI O VEGETARIANI?