AL VIA IL SALONE DEL GUSTO E TERRA MADRE

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A due settimane dal taglio del nastro del Salone del Gusto e Terra Madre 2014, gli organizzatori – Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino – lanciano ufficialmente il countdown all’edizione che si svolgerà negli spazi di Lingotto Fiere e Oval, dal 23 al 27 ottobre prossimi.

salone gusto 2012

«Rinnovando l’impegno verso il territorio e l’ambiente grazie al progetto di evento a ridotto impatto ambientale, quest’anno lanciamo una nuova sfida». Così Franco Fassio, docente di Ecodesign della Gastronomia, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. «Il nuovo progetto vuole agire anche sugli aspetti della sostenibilità a livello sociale, culturale, sensoriale ed economico nelle prossime tre edizioni. Ecco quindi molte nuove iniziative, tra cui Gesti Naturali, il laboratorio dedicato a famiglie di diverse nazionalità in cui si utilizzano tutti i sensi per superare le barriere linguistiche, il Percorso guidato per sordi in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi del Piemonte, le attività e i servizi del Salone family friendly e la presenza dell’Area Slow Kids, dedicata ai più piccoli», continua Fassio. Questi sono solo alcuni esempi sotto la lente dei ricercatori del Systemic Event Design (S.Ee.D), il progetto realizzato con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e la collaborazione di Design Sistemico Politecnico di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali Alimentari dell’Università di Torino e di SocialFare®, primo Centro per l’Innovazione Sociale italiano con sede a Torino.

«Mai come in questa edizione del Salone del Gusto e Terra Madre abbiamo la responsabilità di fare bene e di trasmettere i messaggi che ci arrivano dalla rete». Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia, descrive l’evento. «E questo perché viviamo un momento storico e sociale davvero delicato. In Italia, con la crisi economica accentuata dall’embargo russo e dai fattori climatici, e all’estero con l’epidemia di ebola e le troppe guerre che devastano Europa e Medio Oriente. Situazioni solo apparentemente lontane, che in realtà ci coinvolgono direttamente e ci pongono di fronte a scelte difficili», continua Buttignol. Il riferimento all’Africa è chiaro: da sempre questo continente è al centro dei progetti di Slow Food e quest’anno si aspetta a Torino la delegazione più numerosa di sempre.«Pur a malincuore, non ci saranno i delegati provenienti dai Paesi colpiti dal virus. Questo non significa che li stiamo abbandonando, anzi: siamo in contatto costante con i nostri referenti, a cui inviamo aiuti economici, cibo e medicinali. Ecco allora che questo evento sarà anche e soprattutto per chi sarà a Torino ma anche per chi non ci sarà, per raccontare le loro storie e far sentire la loro voce. Solo così si rafforzerà quella diplomazia del cibo di cui la rete di Terra Madre è la vera rappresentante», conclude Buttignol.

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