PER ‘I CLASSICI IN TV’, TORNA SU LAEFFE ‘NORD E SUD’

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Torna, a grande richiesta, su Laeffe, la tv di Feltrinelli, “Nord e sud”, il film in quattro puntate tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice inglese Elizabeth Gaskell e realizzato dalla BBC. Si parte domenica 7 febbraio alle 21 per terminare il 28.

Già da tempo, compiendo una scelta molto intelligente, Laeffe trasmette, per la rassegna “I classici in tv”, film e sceneggiati dell’emittente inglese, tratti dalle pagine di grandi scrittori come Herbert Lawrence (L’amante di Lady Chatterley) o Jane Austen (Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento), giusto per citarne un paio.

La trasposizione cinematografica di “Nord e sud”, così come il libro (attualmente pubblicato in Italia dalla piccola e coraggiosa agenzia letteraria Jo March), descrive molto bene le trasformazioni sociali dell’epoca vittoriana. La società rurale e agricola (costituita in prevalenza da contadini, commercianti e proprietari terrieri per lo più nobili) inizia, tra la metà dell’800 e inizi del’900, a scomparire per lasciar posto alle prime fabbriche e a nuove realtà e ceti sociali come quello operaio e quello della borghesia imprenditoriale. Comincia quindi anche a cambiare il concetto di professione e lavoro.

Gaskell-Nord e Sud

Prima lavorare era considerata una cosa disdicevole: un vero gentleman non aveva professione e si limitava a gestire il patrimonio e la tenuta ereditati dagli avi, mentre con l’avvento delle fabbriche prende, piede la figura dell’uomo che si fa da sé. Il risultato è un periodo di grandi cambiamenti e trasformazioni, che potevano confondere e destabilizzare.

Le vicende qui sono narrate dall’ottica di una giovane donna, Margaret Hale, costretta a trasferirsi dal mondo rurale del Sud dell’Inghilterra, ancora prevalentemente agricola, nella nordica città industrializzata di Milton e ad imparare nove “regole” di vita tra cui, ad esempio, il gergo di fabbrica considerato, all’epoca, per nulla adatto ad una ragazza “per bene”. Margaret è l’intelligente e curiosa (oltre che bella) figlia di un pastore anglicano, non certamente ricco, ma colto e in grado di mantenere la famiglia più che dignitosamente.

Pur non essendo benestante, ma comunque di buona famiglia Margaret si trova in una posizione privilegiata che le consente di non dover lavorare e di frequentare sia l’aristocrazia cittadina, composta da commercianti, industriali e banchieri, sia  gli operai. Stringerà così amicizia con Nicholas Higgins, sindacalista impiegato attivamente nel movimento operaio e con sua figlia Bessy che lavora in una dei cotonifici della città.

Scoprirà dunque un mondo di miseria e di ingiustizie sociali ma anche di solidarietà e lotte operaie, superando pregiudizi e apprendendo una nuova etica, in un mondo che sta cambiando proprio sotto i suoi occhi. In tal senso Margaret rappresenta e incarna, in quest’opera, “la ‘congiunzione’ fra passato e futuro, fra uomini e donne, fra padroni e operai, fra Nord e Sud”