IN RICORDO DI BERT HELLINGER

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È morto, lo scorso 19 settembre Bert Hellingher, psicologo e scrittore tedesco, ex parroco. Per chi non conosce le sue opere basti citare il termine “Costellazioni familiari sistemiche”, di cui è il Padre fondatore, ma non meno, figlio del sistema che affonda le sue radici culturali e psicopedagogiche nei lavori di Carl Gustav Jung e, andando a ritroso, nei riti tribali degli Zulù dell’Africa Meridionale, dove fu sacerdote e insegnante per circa 16 anni.

La costellazione familiare, o dinamica familiare, risale, infatti, a una metodica di terapia di gruppo come la praticava l’uomo primitivo, come ancora oggigiorno in molti continenti (Africa Australia o Sudamerica) viene utilizzata.

Le persone vengono curate nel gruppo in cui vivono abitualmente, “rimettendole in ordine” all’interno e in relazione al gruppo stesso. L’uomo anticamente ha sempre constatato che questa tecnica è l’unica vincente: cioè senza farmaci, senza sostanze, senza fare nulla: è sufficiente reintegrare  l’uomo o qualunque personaggio all’interno del gruppo.

Gli insegnamenti di Hellinger restano a noi, oggi, come un grande dono. Ci lascia, infatti, la libertà di vivere secondo nostra coscienza. Un figlio, senza la testimonianza attiva di un padre, è più libero di agire e di scegliere.

La data del suo decesso, riportata appunto al 19 Settembre 2019, lascia in tutti gli operatori che lo hanno conosciuto di persona, o che utilizzano le tecniche della sua scuola di pensiero, l’onere e l’onore, di agire in libero arbitrio.

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