FOTOGRAFIA DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO 2023

265

I primi di giugno è uscita la sesta edizione del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2023, curata da Roberta Garibaldi. ll lavoro evidenzia i cambiamenti della domanda e le conseguenti opportunità che si aprono agli operatori e alle destinazioni.

Quel che emerge dallo studio è che l’anno in corso consacra le esperienze gastronomiche, ovunque sia la destinazione. Sul podio troviamo le regioni Sicilia, Emilia-Romagna e Campania. E tra le città s’impongono Napoli, Bologna e Roma.

Interessante è scoprire le 4 tendenze che delineano il trend dell’anno: Varietà, Frictionless, Green & Social, Longevity. Inclinazioni che nella pratica si traducono in una serie di scenari: che per il turista le esperienze devono essere accessibili e facilmente acquistabili; che devono essere diversificate e a contatto con la natura, sostenibili e rispettose dell’ambiente; che devono esser sane e utili a staccare dalla routine giornaliera e dalla tecnologia.

Nonostante la crisi, circa 1 turista italiano su 3 dichiara di avere un budget superiore al 2022 da dedicare all’acquisto delle proposte enogastronomiche.

Sempre secondo quanto emerge dal recente Rapporto continua a crescere il numero dei viaggiatori italiani che hanno compiuto almeno un viaggio con principale motivazione legata all’enogastronomia. In termini assoluti, si stima siano circa 9,6 milioni (sono il 58% nel 2023, un valore superiore di 37 punti percentuali rispetto al 2016).

A questo dato si aggiunga che anche chi genericamente sceglie di viaggiare è molto interessato alle esperienze a tema cibo, vino e birra.

Un dato in linea con quanto emerge dallo studio della European Travel Commission, secondo cui questo tipo di proposte esperienziali sono le più ricercate dai turisti del Vecchio Continente: infatti, saranno circa 5,5 milioni gli europei che hanno dichiarato di voler fare un viaggio con motivazione primaria l’enogastronomia.

Per approfondimenti www.robertagaribaldi.it/rapporto-sul-turismo-enogastronomico-italiano

 

Articolo precedente“TROPPO NERI” SCARDINA I LUOGHI COMUNI SULL’IMMIGRAZIONE
Articolo successivoLA FUCINA DEL RAME DI RONCO CANAVESE