#SAPEVATELO… POST VERITA’

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Post verità

In realtà, una mezza bugia. Quando non addirittura una bugia intera. Una “bufala” insomma, per dirlo con la lingua della stampa. Parola (Post-Truth) venuta alla luce una decina di anni fa ad opera del blogger David Robert e progressivamente adottata dai mezzi di comunicazione e informazione on line. Nel 2016, in coincidenza di Brexit e delle elezioni presidenziali Usa, la sua frequenza è aumentata del 2000 per cento. Gli Oxford Dictionaries l’hanno eletta “parola internazionale dell’anno” in quanto «si riferisce a circostanze in cui, nel modellare opinioni, i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli emotivi e delle convinzioni personali». Nel Web più una notizia è ripetuta, più viene considerata vera.

Il supporto di Internet e dei social, oltre a fornire una meravigliosa pluralità di informazioni a portata di mouse, satura la Rete anche di una quantità enorme di informazioni false, distorte, o addirittura inventate di sana pianta. In virtù di ciò, il consenso di massa è sempre più legato a informazioni non veritiere o deliberatamente false (per esempio: scie chimiche, Nessie il mostro, vaccini pericolosi, olio di palma…), che però – a causa della loro “viralità” – vengono considerate vere: il trionfo della post-verità

Blogger

Blog è termine nato dalla contrazione di Web e Log, ovvero internet e diario/traccia. A partire dal 2004, il blog da semplice diario personale si è trasformato, diventando uno degli strumenti principali di comunicazione ed una delle sue forme più diffuse. Il blogger è colui che gestisce in proprio un blog.

Viralità

Adattato dall’inglese virality, nella lingua del Web significa propagazione della conoscenza entro ‘gruppi omogenei’ di utenti della rete telematica. Nato come tattica di marketing per i prodotti, oggi il suo significato si è allargato alle idee e, sopra tutto, alle informazioni in tempo reale on line.

 

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