COSCRITTI

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VOCABOLARIO

Nel linguaggio comune, soprattutto nelle regioni settentrionali, il termine “coscritto” sta a indicare persone nate nello stesso anno, originariamente chiamate ad assolvere gli obblighi di leva militare. Il significato militare moderno nasce in Francia nel 1798 con la legge Jourdan-Delbrel che rendendo il servizio militare obbligatorio introdusse la conscription (coscrizione), in base alla quale tutti i giovani maschi francesi della stessa classe d’età venivano “iscritti insieme” nei registri di leva. Il termine, poi, durante il periodo napoleonico è passato all’italiano coscritto, voce recuperata dal latino conscriptus, participio passato di conscribere ‘iscrivere in una lista’.

Con l’Unità (1861), anche l’Italia introdusse la leva obbligatoria, ovvero l’obbligo complessivo del servizio militare, fissato a 11 anni in totale; il periodo di servizio effettivo sotto le armi (la ferma) però durava 5 anni, mentre i restanti 6 venivano trascorsi in congedo illimitato, con l’obbligo di ritornare in caserma in caso di chiamata o necessità. Da allora, l’iscrizione nei registri comunali divenne un rito sociale fondamentale. Essere “iscritti” voleva dire avere la stessa età e spesso condividere la stessa sorte.

In Italia la leva militare obbligatoria è stata sospesa, ma non abolita. La sospensione è iniziata il 1° gennaio 2005, grazie alla Legge 23 agosto 2004, n. 226 (nota come legge Martino). Da quel momento le Forze Armate italiane sono formate solo da personale volontario e professionista.

Con la sospensione della leva, la parola coscritto ha perso i suoi legami con le forze armate, l’esercito in particolare. Oggi è rimasto unicamente il significato di “coetaneo” nel folklore locale: nei piccoli comuni del Nord (soprattutto in Piemonte, Lombardia, Trentino e Valle d’Aosta), la chiamata alla leva era accompagnata dalla “festa dei coscritti”, un rito che annunciava l’ingresso nell’età adulta. Con il tempo, e ben prima della sospensione della leva obbligatoria, le ragazze hanno iniziato a partecipare attivamente a queste feste e a organizzarle insieme ai propri coetanei maschi.

Il termine si è così legato alla celebrazione comunitaria dei 18 anni e viene usato in modo naturale sia al maschile che al femminile (“lei è una mia coscritta”), esattamente come accade per l’espressione “essere della stessa classe”. A differenza del termine neutro “coetanea” (linguisticamente più corretto), la parola “coscritta” trasmette l’idea di un legame sociale più stretto e identitario all’interno di una comunità o di un gruppo di amici cresciuti insieme. Dal 2000, ultimi a prevederlo tra i membri della NATO, anche in Italia è possibile l’arruolamento militare volontario femminile in tutte le Armi, senza limitazione di ruolo per motivi di genere.

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